Ronco-Bidente partecipato, via al progetto

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Tre Comuni, decine di associazioni (culturali, di tutela ambientale, sportive) e migliaia di residenti: tutti insieme per fare del fiume Ronco-Bidente un’area unica e fruibile, valorizzata sotto l’aspetto naturalistico, turistico e commerciale.
Questo l’obiettivo del processo partecipato che, promosso dal centro visite Spinadello (Spinadello. Centro Visite Partecipato – www.spinadello.it) in collaborazione con i Comuni di Forlimpopoli, Forlì e Bertinoro, e con il sostegno della Regione Emilia Romagna (legge regionale 15/2018), vedrà coinvolti pubblico e privato insieme per la riqualificazione dell’intera area. Obiettivo ambizioso se si considera che, da tanti anni, infatti, in quest’area si confrontano esigenze diverse, a volte contrapposte, e che ne hanno di fatto limitato le potenzialità: il processo partecipato proporrà un nuovo approccio che avrà l’obiettivo di comporre le esigenze per far emergere tutte le potenzialità di questo sorprendente pezzetto di territorio romagnolo.

Il processo “Ronco-Bidente partecipato” inizierà dunque coinvolgendo prima di tutti i veri fruitori della zona: dai residenti agli imprenditori, dalle associazioni che si occupano di tutela ambientale, a cacciatori e agricoltori. I quattro incontri-confronti, volti a raccogliere pareri e necessità dei portatori di interesse dell’area fluviale, partiranno domani martedì 21 gennaio e proseguiranno fino a metà febbraio: saranno quindi il preludio alla composizione di tavoli tecnici partecipati dai quali uscirà una proposta di accordo per la gestione dell’area. Al termine del processo, le Giunte di ciascuno dei Comuni coinvolti delibereranno in relazione a quanto emerso durante i confronti promossi e approveranno quindi un comune protocollo d’intesa.

Obiettivo del processo – avviato nei giorni scorsi con l’incontro tra assessori e tecnici dei Comuni, compreso quello propositivo di Meldola, coinvolta dalle Amministrazioni partner per la sua posizione strategica, con l’affaccio sulla vallata che guarda al parco nazionale e l’incrocio con l’asse dello Spungone – è dunque quello di “favorire un’integrazione orizzontale tra le Amministrazioni e tra loro e gli altri enti competenti per l’area e un’integrazione verticale tra tutti i soggetti che a vario titolo sono portatori di interesse sull’area e che in parte già vi operano spesso senza conoscersi e relazionarsi l’un l’altro”, si legge nel progetto: dai residenti alle attività economiche legate alla valorizzazione turistica e ricettiva o meno, dalle associazioni di tutela ambientale alle pro-loco, fino ai singoli cittadini fruitori dell’area.

Gli incontri pubblici con i fruitori e i portatori di interesse della zona si terranno tutti alle ore 20: martedì 21 gennaio al Centro del quartiere di Selbagnone con le associazioni di tutela ambientale, martedì 28 gennaio con le attività economiche che insistono sull’area fluviale, mercoledì 5 febbraio con le realtà della zona che si occupano di valorizzazione turistica, martedì 11 febbraio con agricoltori, residenti, pescatori e cacciatori.
Il processo prevede quattro fasi di attuazione: la prima destinata a individuare i soggetti interessati della zona e ad analizzare la loro percezione sul fiume e le loro istanze a riguardo; la seconda di vera e propria co-progettazione con gruppi di lavoro e stesura del Protocollo di intesa; la terza di consultazione pubblica del documento e infine la quarta, di approvazione del Protocollo e di monitoraggio dello stesso.
La co-progettazione andrà avanti fino a fine aprile, per riuscire ad arrivare a un Protocollo condiviso e approvato entro luglio prossimo.