Sabbia-mare

In questi giorni sulla spiaggia di Gatteo Mare stanno operando gli screper, gli automezzi semi acquatici che dragano il fondale compreso tra battigia e le scogliere al fine di raccogliere i sedimenti che nel corso del tempo si sono depositati ed hanno innalzato il fondale. La causa principale è l’adiacente fiume Rubicone che trasporta il limo che inevitabilmente si deposita negli specchi d’acqua ai lati della foce, quindi l’operazione di questi giorni che generalmente si compie quasi tutti gli anni oltre ad essere intelligente è doverosa. A volte il prelievo si compiva in primavera a ridosso della stagione, lasciando poco tempo al mare e alle burrasche di ripianare le inevitabili buche che gli screper facevano. Intervenire in pieno inverno è dunque un’idea più saggia.

Il materiale sedimentario è organico e a causa dell’ossidazione sottomarina oltre ad avere un cattivo odore ha un aspetto scuro che sole e pioggia faranno svanire ben presto ma quello che più conta è che, trattandosi di limo, è fangoso. Non è una novità per i fondali di Gatteo Mare e per tutte le località balneari in cui è presente la foce di un fiume e questa situazione si spinge fino a Villamarina di Cesenatico. La sensazione per i turisti che entrano in acqua in quegli specchi non è piacevole e man mano che ci si avvicina alle scogliere alla ricerca di un po’ di profondità e refrigerio, la situazione peggiora. Prelevare questo materiale è quindi un’ottima idea perché migliora la qualità dei bagni dei turisti oltre a ciò l’aumento di profondità migliora anche la circolazione dell’acqua, a volte stagnate, calda come un brodo e limacciosa. Entrare in mare e sentire la melma sotto i piedi mina la nostra competitività turistica e visto che questo problema è facilmente risolvibile, è positivo il suo regolare prelievo. Quello che però è fantozziano è che quel materiale fangoso, non certo idoneo per una località balneare, venga seppure legalmente ammucchiato in spiaggia e non portato via e poi banalmente sostituito con la stessa quantità di sabbia.

Trattandosi poi di poche decine di camion e non di 100 milioni di metri cubi, trasportare quei sedimenti turisticamente “inidonei” in apposite casse di colmata offrirebbe la possibilità di poterli usare più opportunamente come materiale secondario di riempimento. Ma ad oggi questa è ancora un’operazione tutt’altro che scontata. A Gatteo Mare infatti lo si accumula sempre in spiaggia e poi in primavera lo si stende fino al mare, fatto che implica che parte di esso ritorni in acqua e parte sotto i piedi dei turisti. Il cane che si morde la coda e finita la coda, le palle. Milano Marittima, la primavera scorsa ha fatto peggio quando dopo aver dragato il porto si è steso quel fior fior di materiale in battigia. La legge lo permette, l’intelligenza no. Con le elezioni regionali, l’occasione per chiedere aiuto alla politica da parte delle associazioni di categoria e della politica locale sarebbe stata un’opportunità importante e ciò al fine di ottenere un meccanismo regolare che perseguisse la soluzione di un banale fatto naturale: il fiume porta regolarmente sedimenti fangosi e la politica a sua volta porta via il limo depositato sul fondale e lo sostituisce con sabbia. Ciò garantirebbe a Gatteo Mare una migliore qualità dell’offerta balneare intervenendo su questa piccola ma odiosa criticità nella più importante risorsa turistico romagnola, il mare.