Regionali ’20: si scoprono gli altarini tra Bologna e la Romagna

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Quando qualcosa non quadra, occorre guardarsi bene attorno, ascoltare a destra come a sinistra perché c’è sempre qualcuno sconfitto, malripagato dopo tanto impegno e, magari, illuso da allettanti promesse: proprio come è avvenuto in quest’ultima tornata elettorale per il rinnovo del consiglio regionale dell’Emilia-Romagna. Alla fine, inevitabilmente, si sono scoperti gli altarini e l’uccellin della comare ha cominciato a volare, messaggero di quanto scoperto. Ora, fuori dalla fumosità ambigua delle chiacchiere elettorali, tutto è chiaro e l’uccellin della comare è quasi ossessivo nel suo ininterrotto cinguettio di due ritornelli.
Il primo è il seguente: se un tale cerusico romagnolo sulla via del Savio, prestatosi orecchio, naso e gola al suono, all’odore e alla voce ammaliante della politica, fosse stato eletto al consiglio regionale, divenendo, poi, guarda caso, assessore alla sanità, allora sua consigliera sarebbe divenuta una sindaca di limitrofa vallata, anch’essa in lista per lo stesso ‘padrone’.

Il secondo ritornello, invece, canta l’escamotage, ora in via di attuazione, che nel caso di sua mancata elezione, come infatti è avvenuto, il cerusico sarebbe chiamato come assessore esterno, privo però di quella consigliera, ravvisabile nella sindaca, di cui sopra, costretta, dunque, doppiamente a casa, poiché già duramente “giubilata” dall’avversione degli elettori: si salva il cerusico, resta in valle l’aspirante consigliera con le sue specialistiche competenze sanitarie. Certo, è un peccato, però, pensandoci bene, è proprio necessario che un cerusico assessore abbia bisogno di una consigliera nelle vesti di valente infermiera con conoscenze plurilinguistiche?

Per la sindaca è così sfumato il cumulo del compenso municipale con quello di consigliere!
Certo avrebbe impegnato nel ruolo di attenta e arguta consigliera lo stesso impegno sinora profuso nel suo contenuto lavoro di sindaco: perché mai cambiare le buone abitudini? Dovrà rassegnarsi al lavoro, arretrato e cumulatosi nel tempo, di sindaco, di rappresentante nell’Unione dei Comuni ed altri incarichi, certamente una mole di lavoro già notevole, forse troppa con l’aggiunta dell’impegno, fortunatamente per lei saltato, di consigliera in regione. Intanto, tra il Savio e il Bidente l’uccellin della comare vola, canta e svela come tutto fosse preordinato da tempo e tutto, invece è andato per qualcuno a ramengo.