“Quando ridiventerò bambino” al Teatro di Galeata

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In occasione del Giorno della Memoria, il Comune di Galeata ha organizzato lo spettacolo “Quando ridiventerò bambino. Storia di Janusz Korczak”, che si terrà al Teatro Comunale di Galeata lunedì 27 gennaio, alle ore 10,00, e sarà rivolto in particolare ai ragazzi della scuola secondaria di I grado e dell’Istituto IPSIA “A. Vassallo” di Galeata.
Questo memorandum teatrale e musicale cerca di ricreare il fantastico mondo di Korczak, nome d’arte di Henryk Goldszmit, nato a Varsavia nel 1878. Celebre pediatra, collaboratore delle maggiori università e centri di ricerca d’Europa, il pedagogo polacco più noto della sua epoca si era inventato un modo per «parlare» ai bambini «con il linguaggio dei bambini». Non voleva essere un eroe. Voleva solo riuscire a dialogare con profitto «entrando», forse meglio dire «abbassandosi» al livello dei piccini.

Il suo orfanotrofio era un modello. Poteva diventare qualcosa di più. Ma la barbarie nazista distrusse alla radice l’opera di Korczak. Nell’agosto 1942, quando arrivò l’ordine di deportazione, nel rifugio vivevano 203 bambini. Il pedagogo, per i suoi meriti e per la sua celebrità (aveva insegnato, lui che parlava il tedesco perfettamente, anche all’Università di Berlino), avrebbe potuto salvarsi. Per lui, solo per lui, era pronto un salvacondotto. Ma Korczak non esitò nemmeno un istante. «Una madre non abbandonerebbe mai suo figlio — disse a chi gli proponeva di fuggire —. Io non sono una madre: ma ho 203 figli e non li lascerò mai soli».

Korczak era un uomo mite, ma non era un pavido. Il suo unico pensiero, in quel tragico giorno, era rivolto ai «suoi» orfani, ad evitare loro traumi, la paura. Perciò li fece vestire con gli abiti migliori, il grembiule pulito, una sacca per la merenda: come se si preparassero a una gita. Poi scese in strada e diede ordine secchi, in tedesco, alle SS che avevano circondato il palazzo, manco fosse il nascondiglio di pericolosi partigiani: «Allontanate immediatamente i cani! I bambini hanno paura!». Gli orfani e Korczak marciarono fino all’uscita del Ghetto di Varsavia. Il 6 agosto 1942 arrivarono a Treblinka e lì si spensero le loro vite.

Insieme a Korczak, ai suoi orfani, fu distrutta un’esperienza unica nel suo genere. Talento multiforme, genio, letterato, autore di libri per l’infanzia, Janusz Korczak era un uomo semplice, non sarebbe mai diventato un eroe se gli eventi non avessero travolto il suo mondo, cancellandolo fino alle radici. Era una luce nel buio per i suoi bambini. Sapeva che il tramonto era il momento più duro per loro. Per questo non li ha lasciati mai soli. Soprattutto quando il giorno si è fatto notte, per sempre.
La storia di Janusz Korczak è narrata dall’attore Dario Turrini. Musica eseguita dalla soprano Silvia Salfi accompagnata dalla violinista Silvia Tecchio e dal pianista Matteo Matteuzzi.