elezioni-regionali

Le elezioni regionali in E. Romagna (volutamente scritto così) sono alle porte e guardando la composizione delle liste ho la sensazione che, con alleanze del genere, la politica italiana punti tutto sulla sudditanza acritica di buona parte dell’elettorato. Un minestrone di traditi e traditori, di cani e gatti, di professionisti del fallimento politico visti i voti raccolti in passato, che puntualmente prima delle elezioni si uniscono per la sostenibile leggerezza di una poltrona in cambio di una manciata di voti. Ecco dunque che le due coalizioni più importanti, quella di centrodestra e centrosinistra, mostrano tutta la loro inadeguatezza nella scelta degli alleati e lo fanno sulla base di una legge elettorale regionale che garantisce alla lista del candidato più votato un premio di maggioranza, pari a 27 seggi su un totale di 50. Ragion per cui gli “atomi politici” sono pronti a sostenere chicchessia e chicchessia è pronto ad accoglierli a braccia aperte in nome del pluralismo rappresentativo. È vero che il pluralismo non è il male della politica anzi, a patto però che poi non si miscelino cane e gatto per concludere il do ut des sopraindicato. Il fatto poi che molti micro partiti si riuniscano in un’unica lista dimostra che l’unione (dei falliti) fa la forza ma soprattutto qualche poltrona.

Centrosinistra:
A sostegno del candidato Stefano Bonaccini del PD troviamo veri e proprie comparse da consensi da prefisso telefonico come “Emilia-Romagna Coraggiosa”, lista formata da Articolo Uno come il numero dei suoi elettori, “Sinistra Italiana zerovirgola”, éViva di “Francesco Laforgia chi?”. Ci sono i Verdi con “Europa Verde” ma hanno probabilmente dimenticato la politica energetica del PD contigua al petrolio e per questo favorevole alle trivelle in Adriatico o che Bonaccini l’anno scorso ha rinunciato allo stop degli autoveicoli diesel euro 4 (vecchi da 11 a 13 anni) in aree urbane sopra i 30mila abitanti. Il clou è però “+Europa – Bonaccini Presidente”, formazione costituita da +Europa, PSI e PRI, da notare che il partito di Emma Bonino alle scorse politiche (senza tra l’altro trovare le firme) è montata con Bruno Tabacci sul carro del PD ed è stata eletta solo perché capolista, poi coerentemente a poltrona ottenuta, è diventata “indipendente”. Di rilievo pure anche gli intramontabili e mai votati da decenni socialisti e repubblicani il cui mantra è da allora… tra demonio o santità è lo stesso basta che ci sia posto. Un’altra lista di microorganismi unicellulari dalla rilevanza politica inferiore al mio gatto è quella di “Bonaccini Presidente”, lista formata da “Italia in Comune” di Federico “coerenza” Pizzarotti, “Azione” di Carlo “non se lo caga nessuno” Calenda, “Possibile”… che Giuseppe Civati non si trovi un lavoro (?) e Italia Viva di Matteo “uomo di parola” Renzi.

Centrodestra:
A sostegno di Lucia “mai ai comizi” Borgonzoni della “Lega ex Nord” ci sono Forza Italia e Fratelli d’Italia che alle scorse elezioni politiche con legge elettorale proporzionale, dettaglio per gli ignoranti, furono mollati dalla Lega per governare con i nemici pentastellati. Un tempo chi del centrodestra si alleava col nemico veniva chiamato traditore ma governando con la Lega in molte regioni, non era il caso di blaterare a vanvera scemenze del genere ed oggi ne abbiamo la conferma. In sostegno della Borgonzoni c’è pure “Cambiamo”, nuovo partito di Giovanni Toti che ha fatto finta di andarsene e non se n’è accorto nessuno. Menzione speciale per il Popolo della Famiglia dell’ex democristiano, ex piddino, ex renziano, ex montiano ed oggi sostenitore di una candidata leghista, “Aggiungi un posto a tavola Mario Adinolfi”. “Quattro salti in padella Findus” sarebbe stato un nome più appropriato per il suo micro partito. A sostegno della Borgonzoni ci saranno anche le ininfluenti liste civiche “Progetto Emilia-Romagna – Rete civica Borgonzoni presidente” e “Giovani per l’ambiente”.

M5S:
Il candidato dei pentastellati è Simone Benini e coerenti con il passato i 5 stelle correranno da soli. Molto cambierà con queste elezioni perché il risultato sarà il preludio della loro irrilevanza politica e lenta scomparsa. Parafrasando una vecchia canzone di Vasco, “ormai è tardi”.

Partiti Comunisti:
La presenza alle elezioni di diversi partiti comunisti che continuano a raccogliere consensi numericamente da capoclasse non è una novità ma bensì un classico. Alcuni coraggiosamente e coerentemente corrono da soli, altri miscelati in cambio del solito piatto di fave. Correranno da soli Laura Bergamini (Partito Comunista) e Marta Collot (Potere al Popolo!) mentre nella lista ”L’Altra Emilia-Romagna“ di Stefano Lugli saranno miscelati Rifondazione Comunista, il Partito Comunista Italiano e il Partito del Sud (?).
Una cosa però è certa, vinceranno tutti!