striscie attraversamenti pedonali

Nei giorni del dibattito sulla morte avvenuta a Roma di Gaia e Camilla, la Corte di Cassazione si pronuncia su un caso analogo. E affronta anche il nodo del concorso di colpa.
La sentenza – spiega l’ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) – è interessante perché delinea con chiarezza i tre fondamentali obblighi comportamentali del «dovere di attenzione» del conducente teso all’avvistamento del pedone:
• ispezionare la strada dove procede e quella che sta per impegnare;
• mantenere un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada e del traffico;
• prevedere tutte le situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada, e in particolare per i pedoni.

Solo quando il conducente del veicolo a motore dimostra di avere rispettato tutti e tre questi parametri se ne può ipotizzare l’assenza di responsabilità per l’investimento di un pedone, in modo conforme al principio dell’affidamento in ambito stradale, che – per quanto vada applicato in modo rigoroso per garantire la sicurezza della circolazione stradale – non può imporre obblighi impossibili e inesigibili, «votando l’utente della strada al destino del colpevole per definizione o, se si vuole, del capro espiatorio».