Mozione Segre. Centrosinistra: «La maggioranza dimentica la storia ma Zattini cosa ne pensa?»

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«Ormai oltre un mese fa accogliemmo con grande piacere e soddisfazione la presentazione, da parte del collega Marchi del gruppo consiliare “Misto-Italia Viva”, di una mozione per impegnare il sindaco e la Giunta di Forlì ad attribuire la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, un documento al quale assicurammo immediata adesione. Altrettanto positivo ci era parso il fatto che le forze della maggioranza avessero annunciato pubblicamente la volontà di raccogliere a propria volta l’appello e votare unanimemente la mozione.

Notevole è stato quindi il nostro stupore quando, leggendo l’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale fissato per il 30 gennaio, abbiamo trovato iscritta al voto una seconda mozione, sempre relativa alla concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, presentata autonomamente dai quattro gruppi consiliari di maggioranza. Lo stupore è divenuto sconcerto quando abbiamo confrontato il testo delle due mozioni.
Rispetto a quella presentata originariamente dal consigliere Marchi – e per noi del tutto condivisibile – nella mozione della maggioranza scompare ogni contestualizzazione storica del terribile calvario di Liliana Segre, dei suoi familiari e degli ebrei italiani, con l’eliminazione di ogni riferimento alle responsabilità del regime fascista con l’approvazione delle leggi razziali e al criminale disegno di sterminio messo in atto dalla Germania nazista.
Altrettanto significativa è l’espunzione di tutti i rimandi alle tradizioni antifasciste e resistenziali di Forlì e della sua provincia, fondamentali per collegare la presa di posizione contro l’odio, l’antisemitismo e il razzismo di oggi con la luminosa tradizione democratica che ha da sempre connotato le nostre terre.

È evidente che non si tratta di un caso. La presentazione di una mozione autonoma di maggioranza e le omissioni del suo testo non possono essere frutto di sbadataggine occasionale. A quanto pare, le forze della destra, ancora nel 2020, faticano a prendere atto di quella che è stata la realtà storica dei crimini del totalitarismo nazifascista e a pronunciarne una inequivocabile condanna. La votazione di una mozione come quella in questione non poteva che avere il significato di una definizione unitaria della memoria storica condivisa della città di Forlì su uno dei più atroci misfatti della storia del XX secolo. Ma nessuna memoria, men che meno condivisa, può nascere dalle omissioni e dai silenzi.
In conclusione ci chiediamo quale sia il pensiero del sindaco Zattini, che lo scorso 9 novembre – durante le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione di Forlì – parlò della necessità di riconoscersi unitariamente nei valori della democrazia e dell’antifascismo, fondamento della Costituzione – in merito all’iniziativa dei gruppi di maggioranza.
Una iniziativa che sembra voler imporre una memoria a senso unico, che contraddice la storia e si astiene dal condannare in maniera inequivocabile gli orrori del nazifascismo».

“Forli e Co”



«Non ci stupiamo della presa di posizione politica che la Lega e Fratelli d’Italia hanno assunto proponendo una propria versione della mozione sulla cittadinanza onoraria della Senatrice Segre, già avanzata dal Consigliere Massimo Marchi. Siamo invece dispiaciuti che il gruppo civico del sindaco Zattini e le forze liberali di Forza Italia vi abbiano aderito, condividendo un testo che omette volontariamente gli autori di quei crimini e che stralcia ogni riferimento alla storia della nostra comunità, ad esempio eliminando il passaggio che evidenziava come il Comune di Forlì è decorato con medaglia d’argento al valor militare per la guerra di Liberazione.

Se quel documento dovesse passare in Consiglio, tutte le belle parole pronunciate dal Sindaco Zattini alle cerimonie in memoria delle vittime, cadrebbero nel vuoto, come già ci sono risultate più vuote quando alla marcia dei Sindaci, organizzata dal Comune di Milano per il 10 dicembre scorso, assieme all’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Autonomie Locali Italiane (ALI) e Unione Province Italiane (UPI), per testimoniare la vicinanza di piccoli, medi e grandi comuni alla senatrice a vita Liliana Segre, era presente la sola Provincia di Forlì-Cesena nella persona della collega consigliera Valentina Ancarani. Il Comune di Forlì era ingiustamente assente vista la mancata partecipazione del Sindaco Zattini alla manifestazione.

L’attribuzione della cittadinanza onoraria ci deve vedere uniti e comuni negli intenti senza distinzioni di sorta che pregiudicherebbero il moto positivo di solidarietà e condivisa rappresentazione della nostra cittadinanza nella Senatrice Segre e nella sua quotidiana battaglia ad ogni forma di discriminazione, razzismo ed antisemitismo».

Partito Democratico