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Claudio Vicini, il medico folgorato dal Pd e da Stefano Bonaccini, continua a percorrere strade scivolose. Quando parla di ‘pattumiera’ crediamo faccia riferimento agli oltre 800 siti contaminati dell’Emilia Romagna, che contraddicono la ‘svolta green’ della propaganda dem e fanno della regione una vera e propria ‘discarica’. Ma forse Vicini questi dati non li conosce, come sembra ignorare le statistiche della sanità nelle regioni cosiddette avanzate” contrattacca Jacopo Morrone parlamentare della Lega.

Comprendiamo la sua smania di candidato scelto da Bonaccini di difendere il sistema emiliano romagnolo, ma, proprio per la professione che svolge, dovrebbe essere al corrente dei passi indietro compiuti dall’offerta sanitaria pubblica regionale. Lo provano, solo per citare due casi, lo scandalo delle liste di attesa o la situazione drammatica dei Pronto Soccorso, che Vicini non può non conoscere e minimizzare di fronte all’odissea di tanti pazienti. Passino, poi, i passi falsi di Bonaccini quando critica la sanità delle Regioni a trazione Lega. Si conosce la scuola di partito da cui il governatore uscente proviene e non ci meravigliamo di nulla. Ma un professionista che calca da tanto tempo le scene della medicina non può non sapere che il ‘modello lombardo’, per fare un solo esempio, primeggia su altri sistemi regionali. L’Emilia Romagna, secondo gli indicatori, ha perduto il ruolo di leadership in sanità, oltre a dover scontare un sostanzioso indebitamento. Ma Vicini sembra ignorare anche le statistiche del turismo sanitario che vedono la Lombardia al primo posto. La Lega e tantomeno il sottoscritto prendono lezioncine da chi ha taciuto per anni sui noti disservizi della sanità pubblica romagnola pur avendo la possibilità e il ruolo per parlarne con cognizione di causa in modo da migliorarla” conclude il deputato Jacopo Morrone alla replica del candidato Claudio Vicini.

Un altro giro dello sgangherato grammofono leghista che finalmente si ricorda della sanità in extremis prima delle elezioni. Pensare che Morrone per motivi familiari dovrebbe conoscerli dall’interno, ma non mi è sembrato in passato molto attivo in proposito come avrebbe potuto e come sembra esploso solo adesso. Avrà avuto altre priorità? Io in effetti conosco i problemi delle liste di attesa, specie del Pronto Soccorso, al quale la Regione ha da tempo messo mano. Problema risolto? Assolutamente no, come in tutto il resto d’Italia” contrattacca il professore Claudio Vicini alle regionali nella lista che appoggia il presidente Stefano Bonaccini.

Perché Morrone (ma voglio sperare che non ne sia al corrente…) non può nascondere che il 15 novembre scorso i direttori del dei presidi di Pronto Soccorso italiani hanno consegnato in una conferenza stampa al Senato un documento che è un grido di allarme nazionale sui problemi del pronto soccorso. Tra i firmatari i dirigenti di Abano Terme, Adria, Arco, Belluno, Cittadella, Legnago, Monselice, Montebelluna, Noventa Vicentina, Padova, Portogruaro, Rovereto, San Donà di Piave. La geografia non si cambia neanche in campagna elettorale. Anche i veneti in Pronto Soccorso hanno problemi, seppure confidassero nelle azioni di un governo giallo verde che alla prova dei fatti non sembra avere a sua volta fatto gran che in proposito. Rimbalzo la domanda fatta a me: dove era Morrone quando era al governo? Cosa ha fatto per il pronto soccorso? Infine, sono stato definito fulminato da Bonaccini (espressione invero un po’  forte ma che non mi meraviglia più di tanto): Morrone continui con gli insulti, io continuerò con dati e proposte” conclude Vicini.