GRANO-E-TREBBIATURA

La rivoluzione digitale ha toccato tutti i settori legati all’economia, tra cui l’agricoltura. Un campo nel quale, anche se la manualità è preponderante, il web è stato e continua ad essere di grande aiuto, come dimostrato dai dati di settore.

Alcuni dati interessanti

Innanzitutto Internet ha aiutato le aziende agricole ad instaurare un dialogo diretto con i consumatori, per ascoltare con interesse i loro consigli e fornire spiegazioni e dettagli in merito ai prodotti. L’importanza del web è testimoniata dagli studi di settore che, anche se un po’ datati, dimostrano la portata del cambiamento in atto. Dalla ricerca condotta da Image Line, specializzata nei servizi informatici per l’agricoltura, e Nomisma, esperta in studi di carattere economico, viene messa in luce un’agricoltura sempre più informatizzata. Il numero degli addetti ai lavori che usa Internet quotidianamente, infatti, supera il 60% e quasi tutti (95,6%) fanno uso costante delle banche dati on line e delle pagine web di supporto, dalle vetrine informative ai social. Inoltre c’è chi (35,2%) si informa sulle condizioni del tempo, e chi (11,2%) controlla anche l’andamento dei prezzi sul mercato. E c’è anche chi è ben deciso a precorrere i tempi, usando i droni per monitorare le culture anche a distanza, e chi usa le tecnologie per razionalizzare e automatizzare i cicli d’irrigazione, in dipendenza della situazione meteo locale. 

Le ultime novità

Insomma anche in agricoltura si può investire, guardando con fiducia al futuro, perché la realtà si sta rinnovando in maniera solida e costante. Un cambiamento che ha attirato l’attenzione anche di Linkem, il provider che offre internet a casa anche senza linea fissa. L’operatore ha deciso di puntare sulle start-up, e uno dei primi investimenti ha riguardato proprio la nuova agricoltura. Infatti all’interno di LinkemLab, il programma di trasformazione digitale delle start up 5G, spicca Idroplan, il primo progetto ad essere stato lanciato: si tratta di un vero e proprio “agronomo digitale”, sviluppato da Farm Technologies, su cui Linkem sta investendo 300.000 euro. Un sistema capace di razionalizzare le risorse impiegate nel settore agricolo, per quello che riguarda acqua, trattamenti e concimazioni, e che entrerà in funzione da subito, nel 75% delle più grandi cantine italiane. 

Big data e IOT

Sfruttare le risorse digitali per migliorare la produzione e non rinunciare alla qualità: è questo l’obiettivo dell’agricoltura 4.0 che, in Italia, pesa tra i 370 e i 430 milioni di euro, e rappresenta quasi un quinto (precisamente il 18%) della lavorazione europea e il 5% di quella mondiale. Sono i dati che risaltano al Convegno di Roma, realizzato da tre grosse sigle del settore, e cioè Confagricoltura, Agrofarma e Assofertilizzanti. Qui la parola d’ordine è digitalizzazione, finalizzata anche a non perdere posizioni sui mercati e confermare gli standard di qualità raggiunti finora. E gli strumenti, che le aziende stanno imparando ad apprezzare e ad usare, come i Big data e l’Internet of Things, sono sempre meno sostituibili. Un’ennesima dimostrazione che anche in agricoltura Internet si dimostra un supporto irrinunciabile.