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La Romagna è una forza fatta di tante eccellenze: il turismo, la cultura, le imprese e l’istruzione, la sanità, in ogni settore sono presenti sul territorio romagnolo esempi di alto livello prestazionale. Bisogna oggi sviluppare la capacità di mettere in rete i diversi attori per definire una strategia di sviluppo unitario, partendo da quello che è il nostro territorio. Un primo passo dovrà essere quello di aggiornare gli strumenti di pianificazione e coprogettazione fra i Comuni, in modo tale che possa essere messa in atto una vera e propria strategia Romagna”. Così commenta la candidata al consiglio regionale del PD forlivese, Rosa Grasso, riassumendo il confronto avuto con enti, imprese, associazioni di categoria, sindacati, durante la campagna elettorale.

Dalla costa alla dorsale appenninica, la Romagna è un territorio che può essere centro sperimentale di innovazione. La mancanza di una progettazione di area degli ultimi decenni, ci ha salvati da una visione del mondo, diffusa a livello globale, poco attenta al territorio e all’ambiente. E questo ci dà un vantaggio fondamentale, perché possiamo partire oggi con un piano contemporaneo, attento alla cura del territorio, ecocompatibile, che punti alle necessità contemporanee e gli sviluppi sociali. I prossimi anni saranno fondamentali a livello internazionale per la lotta al cambiamento climatico, lo sviluppo delle aree interne, la gestione dei lavori del futuro. Il nostro è un territorio aperto alla programmazione, non resta che non perdere l’occasione. Penso che il voto del 26 sarà quindi fondamentale al riguardo e credo che solo un’amministrazione che sappia guardare al futuro come quella di Bonaccini possa essere capace di competere in queste sfide”, prosegue Grasso.

C’è la forte necessità in primo luogo di partire dal disegno delle infrastrutture. Il problema dei collegamenti risulta evidente, sia fra le principali città, che con i territori interni. Il porto di Ravenna, l’aeroporto, gli scali merce, i poli industriali, i centri urbani e i Comuni di montagna, se messi in rete costituiscono una vera e propria forza di sviluppo. A questo si unisce la necessità di migliorare il trasporto pubblico, sicuramente rendendolo gratuito per gli studenti, ma anche strutturandolo maggiormente al servizio dei lavoratori per diminuire l’utilizzo delle macchine e l’inquinamento”, afferma la candidata.

Alle infrastrutture materiali vanno aggiunti i collegamenti immateriali. La rete di conoscenze tecniche e teoriche che c’è sul territorio è inestimabile, bisogna favorire programmi di coprogettazione fra enti e imprese. Si pensi ad esempio agli enti universitari e di ricerca che possono collaborare con i Comuni per aiutare piani di sviluppo. O alle esperienze imprenditoriali, che soprattutto in ambito cultura, possono sostenere la gestione comunale e la rigenerazione del patrimonio costruito. Il passaggio da un sistema basato sul volontariato, che rimane un perno essenziale della società e che bisogna continuare a valorizzare, deve però evolversi, quando possibile, in un sistema imprenditoriale per favorire la professionalità e la ricerca di qualità, che deve essere oggi al centro di ogni progettazione. Per fare questo ci serve costruire collegamenti e reti settoriali strutturate.
La forza delle persone romagnole è un valore inestimabile che dobbiamo agevolare, senza portare avanti una politica del “prima noi”, ma collaborando attivamente alla programmazione regionale”, chiude Grasso.