fanzinoteca d'Italia

Forlì tra le candidate alla capitale italiana della cultura per il 2021 non può che suscitare reazioni entusiastiche per tutte le organizzazioni culturali del territorio e, ovviamente, il Centro Nazionale Studi Fanzine – Fanzinoteca d’Italia 0.2 ne è parte. La Cultura con la “C” maiuscola, tanto blasonata, si trova ovunque ripetitiva e, non raramente, scontata ma, la cultura con la doppia “c” (cultura collettiva) è solo a Forlì, alla Fanzinoteca d’Italia 0.2, una unicità culturale nazionale che da dieci anni opera in un campo dove nessun’altra organizzazione è in grado di proporsi.

La fiducia dei cittadini è obiettivo raggiunto da anni, e i dati lo confermano pienamente, ora manca solo il sostegno che merita per poter compiere un ulteriore salto di qualità. Molti i riconoscimenti che l’attività fanzinotecaria ha raccolto lungo il suo percorso, fra i quali il Premio Nazionale ANAFI, la Menzione Speciale dalla Manifestazione Nazionale Il Maggio dei Libri e lo stesso Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, MiBACT, la ha definita come un “lavoro interessante e utile”. In Francia, tre anni fa, la nuova sede della Fanzinoteca di Poitiers è stata inaugurata dal Ministro della Cultura in persona, mentre le sue attività sono da 30 anni supportate dall’amministrazione territoriale con contributi che passano i 100.000 euro annuali. Quella realtà è un vanto non solo cittadino ma per l’intera nazione.

Il riconoscimento per una piccola città, che però ha una vocazione internazionale e un patrimonio straordinario, è significativo per la fruizione del patrimonio culturale, non solamente quello dei grandi titoli, che tutte le città possono proporre senza alcuna differenza da evento in evento, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione e la crescita individuale. Una iniziativa che intende mettere in luce la ricchezza e la diversità delle culture territoriali promuovendo il contributo della cultura allo sviluppo delle città. Un’eccellente opportunità per ridare vitalità alla cultura in grado di riqualificare la città, potenziarne il profilo nazionale ed internazionale, partendo proprio dalla valorizzazione delle realtà culturali vicino e formate dai suoi abitanti. Ma c’è la consapevolezza che un percorso virtuoso, in grado di mettere in moto le capacità di progettazione complessiva, coinvolgendo concretamente il territorio e le realtà culturali, non è una azione semplice. Ecco perché serve una unicità di intenti in grado di essere attivata da una cultura, non d’élite ma, bensì, naturale, sincera e popolare.

Importante, in questo decimo anniversario della realtà fanzinotecaria, l’iniziativa di pubblicazione, unica a livello nazione, realizzata col Patrocinio e contributo del Comune di Forlì, per proporre la vastità dell’editoria fanzinotecaria nazionale e la presentazione della “Biblioteca delle Fanzine”, prima ed unica in tutta Italia. I riscontri positivi che questa pubblicazione ha già ricevuto, inoltrata ad organizzazioni nazionali e anche estere, come USA, Francia, Spagna, e altre. Proprio grazie al Centro Nazionale Studi Fanzine – Fanzinoteca d’Italia 0.2 la città di Forlì e i cittadini hanno potuto rintracciare una esperienza e conoscenza culturale unica, in grado di saldare un valido rapporto partecipativo e collaborativo che la città mostra di volere. I suoi servizi, i progetti e le proposte, tutto sempre e solamente realizzato in veste di volontariato, hanno negli anni sancito rapporto cittadino partecipativo. Per conoscere dettagliatamente le iniziative e chiedere informazioni 3393085390, fanzinoteca@fanzineitaliane.it – www.fanzinoteca.

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Esperto e attento ricercatore dei linguaggi giovanili, in particolare modo il linguaggio veicolato dalla produzione dell'editoria indipendente giovanile, con alle spalle studi di Tecnico Operatore Sociale è da oltre un decennio impegnato nella ricerca, studio e lavoro inerente alla produzione dell'editoria fanzinara nazionale. Filologo e storico delle fanzine italiane è autore di varie pubblicazioni e numerosi articoli, saggi, cronologie e bibliografie diffuse su periodici ufficiali ed amatoriali, riviste specializzate e webzine, un operato che testimonia il suo interesse per lo studio, la ricerca e la documentazione relativa all'universo, agli autori e alla produzione fanzinara. A questi prodotti amatoriali realizzati dal 1977 al 1997 ha dato alle stampe il primo, e finora unico, lavoro di catalogazione pubblicato in Italia. Coordinatore e organizzatore, nonché docente, di Workshop, Corsi, Seminari rivolti al mondo dell’editoria fanzinara italiana, svoltisi con successo in varie città, eventi che hanno sempre riscosso notevole interesse da parte dei partecipanti.