D come Destra o come Demenziale

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Indro Montanelli diceva che dopo Silvio Berlusconi la destra italiana, quella un tempo legalitaria, non sarebbe più esistita, nessuno da quel giorno in poi avrebbe avuto il coraggio di incarnarne gli ideali mettendoci la faccia. Purtroppo Montanelli non poteva prevedere l’arrivo di Matteo Salvini, che oggi invece ha la faccia di garantircene una e pure demenziale. Almeno a giudicare dagli interventi politici che regolarmente regala al mondo.

La notizia del suo intervento a Bologna al quartiere il Pilastro in cui ha suonato al citofono di alcune famiglie chiedendo se spacciano, sembra una Situation Comedy. Ma non lo è. Essendo quella una famiglia di tunisini non serve aspettare il terzo grado di giudizio per avere sospetti, in quel caso “il sentito dire” fa già giurisprudenza. Non serve nemmeno il rinvio a giudizio. Suonare al citofono di italiani in alcuni quartieri che so di Napoli, al buon Matteo, non verrebbe mai in mente, lì si toccherebbero interessi illegali ma italiani. Ma la politica demenziale salviniana è ricca di performance comiche, pochi giorni fa infatti, l’ex nordista divulgava l’hashtag “Digiuno per Salvini”, strategia mediatica in seguito al fatto che la sua decisione di non far sbarcare poche decine di migranti dalla nave militare italiana Gregoretti, possa essere valutata giuridicamente dalla magistratura. Al denigratore delle nocciole turche, bisognerebbe ricordare che digiuno e italiani è un ossimoro, sarebbe stato molto più redditizio dal punto di vista elettorale, invitare tutti alla più grande grigliata della storia mondiale, piuttosto che chiedere al popolo di digiunare. Con 49 milioni poi, la cena la si potrebbe fare pure a base di caviale e visti i buoni rapporti “commerciali” della Lega, russo.

I processi servono per stabilire se un imputato è colpevole o innocente ma per Salvini ed i suoi “garzoni” non bastò ascoltare “le voci del Russia Gate” per citofonare a casa Savoini anzi, il Nutella boy, un minuto dopo la divulgazione di quell’audio, convocò una conferenza stampa contro la cannabis light, quella per intenderci senza principio attivo, quello senza l’effetto psicotropo, quella che non “fa”! Ovviamente lo fece per non parlare di quei rubli e di quei suoi stretti collaboratori ottenendo così la distrazione mediatica grazie alla denuncia dello “Stato spacciatore”. Salvini non è da TSO, sa benissimo quello che fa e dice e conosce i polli che ha davanti, egli non è all’oscuro dei risultati ottenuti dai paesi che hanno regolamentato la cannabis riducendo i consumatori, estinguendo i profitti della criminalità organizzata, che in Italia si stimano solo per le droghe leggere tra gli 8 e gli 11 miliardi di euro l’anno e che se tassati come il tabacco, porterebbero nelle case dello stato 4 miliardi.

Conosce pure il dato sull’importantissima diminuzione dei consumatori di età compresa tra i dai 16 ai 25 anni ottenuta in certi paesi, in primis l’Olanda e pochi mesi fa in Colorado nei soli primi 5 anni di legalizzazione. Prima di allora i giovani americani di quell’età che consumavano cannabis erano la metà, oggi un terzo. Conosce bene anche i risparmi milionari che lo Stato avrebbe per processi ed indagini, ma regolamentare la cannabis, come tra l’altro consigliano da anni quegli “sballatoni” della Direzione Antimafia, garantirebbe certamente risultati migliori in materia di diminuzione del consumo rispetto a quanto ottenuto dal proibizionismo, ma toglierebbe la possibilità di citofonare in favore di telecamere. Ma le uscite demenziali sulle droghe leggere non sono una novità per la destra italiana ma bensì la strada maestra per mantenere il suo elettorato in coma assistito rimodellando la linea politica di destra sulla base di un copione già scritto. Quello di Cavour? No quello di una “Una pallottola spuntata”.
In attesa di altre “salvinate”, tipo il divieto di vendere birra analcolica per combattere gli effetti e i danni dell’abuso di alcol o per par condicio, di qualche spacciatore che citofoni a casa di Salvini chiedendo: scusi la Lega riceve finanziamenti illeciti dalla Russia? Speriamo che un giorno anche l’Italia possa avere una destra moderna, preparata, coerente e seria.