Forlì inquinata

Evidentemente il candidato del Pd Paolo Zoffoli deve aver letto il mio resoconto del dibattito pubblico organizzato da Forza Italia sabato scorso dove chiedevo alla politica di affrontare un argomento scomodo come quello dell’inceneritore di Forlì e delle diossine. Con la nascita di Alea la contropartita, per i cittadini chiamati ad un’opera quotidiana virtuosa alle prese con la divisione dei rifiuti, è oggi una sola e molto chiara: spegnere l’inceneritore pubblico di Forlì. Questo ho detto sabato scorso e questo invito è stato diciamo così: ‘copiato’ da Zoffoli lunedì mattina. Verrebbe da chiedersi, visto che è stato consigliere regionale del Pd per cinque anni perché non lo abbia suggerito prima, agli amministratori del suo stesso partito, quando a governare il Comune di Forlì c’èra un esponente del Pd”: la dichiarazione è della candidata di Forza Italia nel collegio di Forlì-Cesena alle regionali 2020, Vanda Burnacci.

Intanto, se non ci saranno modifiche dell’iter, con la chiusura dell’inceneritore per rifiuti urbani di Ravenna i loro rifiuti saranno ridistribuiti nei territori vicini, per primo Forlì, e non solo, si parla anche di Modena”: ricorda Vanda Burnacci. Già è stato raggiunto un accordo tra Hera e sindacati per ricollocare i 29 lavoratori dell’inceneritore di Ravenna coinvolti nella procedura collettiva di licenziamento in vista della chiusura dell’impianto di via Romea. Poi inizierà la fase di ridistribuzione dei rifiuti…

Stefano Bonaccini sostiene che sui rifiuti l’Emilia Romagna è virtuosa tanto da potersi permettere lo spegnimento dell’inceneritore di Ravenna, ma si dimentica di ricordare che le 56mila tonnellate di immondizia bruciate finora a Ravenna verranno semplicemente ridistribuite sugli altri impianti della Regione. Oltretutto la scelta di chiudere l’impianto di Ravenna è stata sollecitata dalla stessa multiutilty perché così può risparmiare sui costi di gestione facendo migrare i rifiuti in impianti di altre province sempre da essa gestite”: aggiunge Vanda Burnacci.

In questa vicenda – aggiunge la candidata di Forza Italia – il paradosso vissuto dai forlivesi è che nonostante il livello altissimo di raccolta differenziata raggiunto con il sistema del ‘porta a porta’ si continueranno a inviare al termovalorizzatore di Forlì rifiuti indifferenziati provenienti dalla provincia di Ravenna e da altre parti fino al raggiungimento della capacità massima consentita dall’impianto stesso, ovvero 120mila tonnellate annue. Con un conseguente incremento degli indici di inquinamento sul comprensorio cittadino e la beffa che pur essendoci dimostrati virtuosi con la raccolta differenziata ed avendo sopportato sacrifici dalla nascita di Alea non solo siamo costretti a non poter spegnere l’inceneritore ma ci obbligano a farlo funzionare a pieno regime”.

Il tutto alla presenza nel raggio breve di uno stesso quartiere – Coriano – di un altro inceneritore, quello privato Ecoeridania (ex Mengozzi), che poche settimane fa è stato interessato dalla notizia del rilievo di Legionella in concentrazioni oltre i limiti in una delle torri di raffreddamento. E’ più che evidente che questo tema debba essere posto al centro del dibattito politico e non è credibile chi finge di affrontarlo a pochi giorni dal voto per rassicurare gli elettori”: conclude Vanda Burnacci.