Burnacci: «Le cure dei malati di Alzheimer siano a carico del servizio pubblico al 100%»

0

In Italia le persone affette da demenza senile sono un milione e fra loro 600 mila soffrono di Alzheimer. Oggi le demenze colpiscono l’8% degli anziani ultrasessantacinquenni e fino al 20% degli ultra 80enni. In Emilia-Romagna sono oltre 12 mila ogni anno le nuove diagnosi di demenza senile e l’Alzheimer è la forma più frequente, con circa 75 mila persone già malate e oltre 100 mila coinvolte, considerando anche i caregiver in ambito familiare. 

Nel territorio dell’Azienda Usl della Romagna sono presenti circa 266.000 persone con più di 65 anni e calcolando un’incidenza del 4,4% per la malattia di Alzheimer e dell’8% per il totale delle demenze, risultano presenti 21.500 persone affette da demenza, di cui 12.000 da malattia di Alzheimer. Nel 2014 il governo ha approvato il Piano nazionale demenze, che fornisce indicazioni strategiche per il miglioramento degli interventi nel settore, non soltanto con riferimento agli aspetti terapeutici, ma anche al sostegno del malato e dei familiari lungo tutto il percorso di cura.

Un programma che però non essendo stato finanziato è rimasto lettera morta e il carico dell’assistenza del malato ricade ancora, e in buona parte, sulle famiglie” come ci ricorda la Federazione Alzheimer Italia. Inoltre, su questo tema pesa una storica sentenza, quella 2018 della Corte di Cassazione che ha condannato la Regione Lazio a risarcire una donna, dei 13 mila euro sborsati in quasi 3 anni di Rsa per il ricovero del padre affetto da Alzheimer. Con i giudici che hanno sentenziato che le cure per i malati di Alzheimer devono essere gratuite ed interamente a carico del Sistema Sanitario Nazionale e le spese per i servizi e l’assistenza di un malato ricoverato e non autosufficiente vanno considerate prestazioni a carattere sanitario, e per questo interamente a carico dello Stato e delle Regioni”: afferma in una nota Vanda Burnacci, capolista di Forza Italia nel collegio di Forlì–Cesena alle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio.

I costi annuali diretti per ciascun paziente affetto da Alzheimer sono stimati in 9000/16.000 euro, in relazione allo stato di avanzamento della patologia, che ancora oggi non trova cura. Onlus e fondazioni private svolgono un lavoro importante di termini di aiuto ai familiari con malati di Alzheimer.
Ma tocca al servizio sanitario nazionale fornire risposte concrete, anche economiche. La Regione Emilia-Romagna dispone di un progetto demenze che offre una rete territoriale e ospedaliera di assistenza con Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, Nuclei residenziali per l’assistenza temporanea e Centri diurni specialistici. Per i malati di Alzheimer ci sono Centri di incontro e iniziative di sostegno e informazione-formazione, convegni, per i familiari e per i cittadini. Viene stanziato ogni anno 1 milione di euro del Fondo regionale per la non autosufficienza. Una cifra a nostro parere insufficiente. E soprattutto tocca agli amministratori interrogarsi sulla valenza della Corte di Cassazione che sul tema ha condannato la Regione Lazio, perché si tratta di un precedente che farà giurisprudenza e in tutta Italia, anche in Emilia-Romagna, si registrano cause pilota da parte dei familiari che chiedono vengano restituite le spese sostenute per l’assistenza in struttura”: nota Vanda Burnacci.

Secondo l’esponente di Forza Italia: “Secondo le indicazioni del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione le famiglie con malati di Alzheimer o altre malattie invalidanti al 100% che necessitano di prestazioni sanitarie ricoverati in Rsa non devono pagare alcuna retta e tocca invece allo Stato ed al Servizio Sanitario Nazionale prendersene carico. Tocca anche ai Comuni che concorrono alle spese di ricovero con quota-parte esigere che i soggetti pubblici interessati, ovvero: le Regioni e le Ausl, si facciano totalmente carico delle spese, liberando così risorse utili e da reinvestire in beni e servizi per la città. Si apra il dibattito su questo tema e soprattutto ci si affianchi con più forza e più strumenti ai cittadini che ad oggi sostengono quasi interamente il carico psico-fisico ed anche economico di questa assistenza”.