Inaugurazione-con-assessore-Tassinari

In questi primi sei mesi come assessore alle politiche sociali e alla famiglia ho incontrato già centinaia di associazioni di volontariato e del terzo settore, migliaia di persone in difficoltà e famiglie che non ce la fanno più, insieme a tantissime realtà e a persone che s’impegnano per affrontare le varie situazioni e tentare di risolvere. I problemi sono giganteschi, come del resto è gigantesca la solidarietà di tante istituzioni, associazioni di volontariato e singole persone. Ma una cosa ho imparato subito: le strutture, i servizi sociali e i mezzi per fare funzionare tutto l’apparto sono importanti, ma è altrettanto fondamentale, se non indispensabile, un colpo di reni da parte di tutti per umanizzare le strutture e i servizi e nello stesso tempo rendere più umani anche gli stessi operatori” fa un primo bilancio del suo mandato l’assessore alle politiche sociali e alla famiglia Rosaria Tassinari.

Martedì 3 dicembre abbiamo celebrato la Giornata internazionale delle persone con disabilità: 3 milioni e 100mila in Italia, pari al 5,2% della popolazione. Gli anziani sono i più colpiti: 1 milione e mezzo i disabili oltre i 75 anni, di cui 990 mila donne. I dati Istat sono impressionanti. Ma per fortuna ci vengono in aiuto i dati della Giornata mondiale del volontariato che celebreremo giovedì 5 dicembre: un esercito di 6 milioni e 600 mila italiani che ogni giorno dedicano tempo e cuore ad aiutare gli altri, mentre lo Stato nel 2018 ha ripartito ben 500 milioni raccolti dal 5×1000. Il mondo del volontariato è una galassia che può contare su 350 mila istituzioni non profit, con un fatturato di 64 miliardi di euro” continua l’ex sindaco di Rocca San Casciano.

Numeri importantissimi, che però vanno umanizzati, perché dietro ogni numero c’è una donna o un uomo, cioè una persona, disabile, malata o anziana che ha bisogno delle strutture, dei servizi, ma anche di un cuore caldo che oltre al servizio sappia comunicare umanità. Anche a Forlì, la fragilità umana, che non va affrontata solo come problema ma anche ricchezza per tutto il tessuto sociale cittadino, ha bisogno di tre cose: centri diurni, anche diversificati per servizi in base alla gravità delle disabilità; percorsi di accompagnamento al lavoro per disabili; supporto alle famiglie. La parola d’ordine è attualmente ‘inclusione’ delle persone fragili nella realtà sociale, ma io aggiungo che queste persone e queste famiglie devono sentire che tutta la città vive la solidarietà reale di una inclusione più umana e civile. Nell’anno che sta per arrivare, quando Forlì dedicherà la mostra ai Musei San Domenico a ‘Ulisse’, poema del non vedente Omero (il più grande disabile della storia e della cultura), la nostra città potrebbe trovare il modo per includere le persone più fragili in questa realtà artistica e culturale, perché disabilità, volontariato e solidarietà sono anche e prima di tutto temi culturali” conclude l’assessore.