Vietina: «L’Unione dei Comuni è un malato incurabile, con l’uscita di Forlì l’ente va rivisto»

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Sostengo da tempo come l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese sia un ente con gravi problemi, a partire da una cronica inefficacia e incapacità di assolvere al proprio compito. Lo sciopero dei dipendenti annunciato dopo la mancata conciliazione in Prefettura è l’ennesimo segnale che l’Ente va riformato profondamente. Concordo con il vicesindaco di Forlì, Daniele Mezzacapo, quando afferma che la situazione attuale è frutto dell’incapacità ampiamente dimostrata dell’Unione di intervenire tempestivamente ed efficacemente per il governo dell’ente e dei suoi dipendenti”. Così Simona Vietina sindaco di Tredozio e parlamentare di Forza Italia.

L’istituto delle Unioni dei Comuni, così come pensato dalla Regione – incalza il primo cittadino di Tredozio – non può funzionare, in particolare quando si riunisce sotto un unico ente un territorio così vasto e con esigenze tanto diverse. Queste macro-aggregazioni difficilmente risultano efficaci quando hanno strumenti e risorse adeguati al proprio compito, figuriamoci come può funzionare l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese quando può contare su un Segretario e Direttore part-time, senza la possibilità di effettuare assunzioni e senza la capacità di pagare i dipendenti. È evidente come al nostro territorio servisse e servirà ancora di più oggi, un ente diverso, più dinamico e con maggiore capacità operativa”.

La prossima uscita di Forlì dall’Unione dei Comuni – prosegue Vietina – richiede una riflessione più profonda: la nuova realtà che nascerà dalle ceneri dell’Unione dovrà avere basi nuove e puntare non solo a una maggiore efficacia operativa ma ad assolvere il ruolo di catalizzatore di risorse e opportunità per i propri membri. In particolare, dovrà tenere necessariamente conto dei criteri di accesso ai fondi per le aree interne, a oggi preclusi a causa di questo ‘matrimonio forzato con il capoluogo’. In prospettiva, credo sia necessario un momento di confronto fra i Comuni coinvolti per decidere il volto futuro dell’Unione e come rendere questo ente finalmente efficace e realmente utile per i Comuni che ne fanno parte. Su questo fronte confido in un supporto rapido e puntuale anche da parte della società incaricata dal direttore Cigna al monitoraggio e alla rivalutazione dell’operato e delle funzioni dell’Unione. Una società pagata, vale la pena di ricordarlo, con fondi regionali e che, ne siamo certi, mostrerà di meritare il ruolo che le è stato affidato”.