SARDINE-Forlì-Cesena

Freddo intenso in piazza Saffi, questa sera, al “sardina day” forlivese. Un happening, come da copione, senza regia e senza un filo teso di contenuti. Ma non era importante, per i presenti. Le persone cercavano volti in cui riconoscersi, ignoti o noti; i sorrisi, larghi o accennati, aprivano canali di memoria da troppo tempo inagibili per i troppi sedimenti. Mi è sembrato un rito di purificazione liberatorio, più che un atto politico. Una rieducazione sentimentale, o qualcosa di simile. Autentica, una volta tanto, e quindi calda, nonostante la temperatura. Difficile prevederne gli effetti. Non mi paiono scontati.

Non so se ci avete badato: fra i morti della Banca dell’Agricoltura non c’era una donna. In quella banca ci andavamo gli uomini, per lo più agricoltori o mercanti di bestiame, con i loro cappelli. Era un altro mondo. Tanti avevano fatto la Grande Guerra. La fotografia di una società al maschile. Altra scena. Casa dell’anarchico Pinelli: i poliziotti arrivano in serata. Smontano l’appartamento. Di fronte alle figlie bambine trovano e aprono i regali di Natale, comprati per tempo e nascosti in posti “inaccessibili”: ad esempio l’armadio della camera da letto dei genitori. Le bambine ricorderanno quella violenza per tutta la vita: fine di Babbo Natale. Anche questa è una fotografia scattata in un altro mondo.
La deflagrazione di Piazza Fontana ha cristallizzato come a Pompei una società antica nel momento in cui stava perdendo l’innocenza.

CONDIVIDI
Articolo precedenteCase popolari, più di 700 mila € destinati a interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza
Articolo successivoIl quadro "Madonna con Gesù Bambino" torna a splendere
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.