Sanità, Rossi: «Strano che Vicini sia con noi nel dibattito»

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Il candidato di Forza Italia Nicola Rossi replica al professore Vicini, che in un suo comizio si era lasciato scappare molteplici critiche alla corrente gestione della sanità romagnola. “Ho appena letto la replica del professore Vicini ad alcuni esponenti del centro-destra locale che cercavano di spiegare come fosse difficile mettere in discussione la corrente organizzazione della sanità, senza mettere in discussione anche il sistema politico che su questa ha avuto potere per 50 anni. Trovo difficilmente comprensibile come si possa sostenere Bonaccini, che sbandiera l’organizzazione della sanità emiliana e romagnola come il suo maggior successo, e poi essere critici – non tanto del lavoro dei medici e degli infermieri, che hanno necessariamente la stima ed il rispetto di tutte le parti politiche per il lavoro svolto – ma dell’impostazione che la sanità pubblica ha avuto specialmente nella nostra amata Romagna”.

Il giovane forzista entra poi nel merito del tema. “Per quanto riguarda la Romagna le domande restano sempre le stesse da anni: questa azienda unica per tutti funziona oppure no? Se il metodo dell’Asl unica, sperimentato nella nostra zona vasta, funziona, allora perché restiamo gli unici ad averla, perché realtà più piccole come Imola e Ferrara continuano ad avere la loro Ausl? Voglio chiedere inoltre, che senso abbia unire più aziende sanitarie in un ente unico se poi i sistemi informativi non si parlano perché non sono integrati, e capita spesso che in una struttura non si riesca a visualizzare i referti di esami e visite svolte presso un’altra struttura della stessa azienda: è come se, in famiglia, il mio cellulare non potesse chiamare quello di mio padre”.

L’ex candidato sindaco sammaurese Rossi conclude poi, con toni moderati. “In generale il centrodestra non deve essere visto come una forza sfascista a tutti i costi, noi vogliamo il meglio, e lo vogliamo per tutti i cittadini; anche i sanità ci sono tanti miglioramenti possibili, dal potenziamento del servizio notturno, allargandolo anche alle attività su prenotazione, ma anche permettere ai medici di svolgere la loro professione in intra-moenia allargato, così come, in generale, migliorare le condizioni di lavoro di medici, infermieri, OSS, OTA e tutto il personale sanitario. In numerosi ambiti è necessario un passaggio qualitativo e culturale che può avvenire solo con il cambiamento politico, ma i cittadini possono stare sereni, quando vincerà il centro destra ci sarà la continuità sul meglio, e l’acqua continuerà a scorrere dai rubinetti”.