Nicola-Rossi-Forza-Italia

Il candidato di Forza Italia Nicola Rossi riapre il dibattito sull’aeroporto forlivese, commentando alcune dichiarazioni dei candidati in orbita PD. “Nell’ultimo mese abbiamo letto a cascata gli interventi dei consiglieri in carica del Partito Democratico, come Lia Montalti, così come di nuovi candidati di Bonaccini, come il Dottor Vicini, tutti concordi su una priorità: l’aeroporto a Forlì deve riaprire! Non vorrei essere troppo in malafede se dico che questo risveglio mistico ha però delle tempistiche lievemente sospette, e leggere ora che quella riapertura dell’aeroporto, chiuso ormai da 7 anni, che già era stata prevista per l’estate 2019, slitta ora, forse, nella primavera 2020, esattamente pochi mesi dopo le elezioni, fa sorridere, ma di un sorriso amaro”.

Rossi prosegue poi entrando nel merito del discorso turistico. “Una corretta organizzazione delle infrastrutture aeroportuali è indispensabile per fare turismo internazionale, che è l’unico modo per dare ossigeno alla nostra riviera, ma a tale scopo non basta semplicemente tagliare un nastro; vediamo la situazione di Rimini, che è ripartito ora dopo molte scelte sciagurate: c’è uno scarno e debole programma di voli, con l’Albania tra le mete principali, io non ho nulla in contrario, ma non si tratta di voli che portano un flusso turistico. Se vogliamo ingranare la marcia, le politiche necessarie sono chiare: dobbiamo potenziare i voli sulla Russia, e creare connessioni con i paesi dell’Europa Settentrionale, Germania in primis; i voli sulle destinazioni di servizio non servono a nulla, se un intero, gigantesco indotto viene lasciato a bocca asciutta; dalle connessioni aeroportuali potranno poi discendere a cascata politiche di connessione infrastrutturali, e di rilancio delle attività commerciali, ma se non portiamo traffico internazionale la battaglia sarà vana”.

Il giovane candidato infine conclude con una stoccata. “Guardiamo le cose come stanno: l’aeroporto di Bologna ha i “fingers” da anni, che comunque non funzionano, e di recente gli è stato dedicato un altro investimento di efficienza incerta, ovvero il people mover, mentre in Romagna abbiano due infrastrutture, una chiusa, e una in condizioni critiche, ma è possibile che per noi le attenzioni arrivino solo a parole, e solo in campagna elettorale? Il Partito Democratico nelle sue varie forme governa la regione da 50 anni, e nonostante le belle parole dei candidati, le sue priorità le ha rivelate con le scelte amministrative, e la Romagna, purtroppo, non c’è”.