schiuma mare

L’estate scorsa in riviera romagnola quante sono state totalmente le chiusure temporanee della balneazione?
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Ora in attesa della risposta memorizzate la vostra scelta. Per capire la portata inquinante dei carichi antropici di azoto e fosforo scaricati direttamente in mare o nei fiumi attraverso gli scolmatori fognari o con il dilavamento dei terreni agricoli fertilizzati, è sufficiente prendere atto del numero delle chiusure della balneazione emesse l’estate scorsa in poco più di tre mesi di stagione balneare, per rendersi conto della rilevanza dell’inquinamento delle acque marine.

Un problema ormai endemico che mina da decenni la salute pubblica e l’ecosistema della risorsa naturale più importante dell’economia turistico romagnola: il mare. Se si considera poi che nei restanti nove mesi dell’anno la situazione sversamenti è persino peggiore visto che le precipitazioni invernali sono più copiose e quindi la portata degli inquinanti che arrivano in mare superiore, il quadro che si ha è purtroppo deludente ma cristallino.

Purtroppo gli sversamenti invernali non “facendo rumore” sembrano non esistere ma il fenomeno inquinante dell’eutrofizzazione ogni anno è puntualmente rilevato dalle analisi chimiche delle acque superficiali e sotterranee fatte da Arpae, i cui risultati dimostrano la costante pressione che il mare Adriatico settentrionale subisce soprattutto dal fiume Po, recettore delle acque piovane di scolo dell’intera pianura padana. Nell’immaginario comune però il numero elevato degli specchi d’acqua balneabili che vengono classificati di qualità “eccellente,” tranquillizza l’opinione pubblica la quale pensa che il problema riguardi quindi solo quei pochi specchi d’acqua inquinati in cui gli adiacenti fiumi e canali sversano liquami fognari.

Non è affatto così, il mare non è a compartimenti stagni. L’inquinamento microbiologico mina certamente solo localmente la salute delle persone ma globalmente l’ambiente marino e gli effetti della conseguente eutrofizzazione mette in pericolo l’intera economia turistico balneare. Ma veniamo ora alla risposta: durante l’estate 2019 le chiusure della balneazione in seguito ad analisi di routine sforanti i limiti di legge e quelle dopo l’apertura degli scolmatori fognari sono state duecentodiciannove.