Ottantadue Music Club

Venerdì 13 dicembreRodney Bradley Jazz Trio” al Corso Garibaldi 82 a Forlì. Rodney Bradley (organo hammond e voce), Massimo Faraò (pianoforte) Marco Frattini (batteria).
Rodney Bradley, cantante organista e direttore di coro nelle maggiori chiese ed università statunitensi è considerato l’ambasciatore afroamericano di questa musica in tutto il mondo; è un artista conosciuto per la sua tecnica impeccabile, per la sua versatilità e per la conoscenza dello sviluppo tecnologico nella musica sacra.

Rodney è cresciuto nella Holiness Church, suonando l’organo e dirigendo il coro della chiesa fin da giovanissimo. Ha conseguito una laurea in musica alla Rider University. Ha partecipato allo show televisivo Bobby Jones Gospel Explosion trasmesso dai maggiori canali americani e vanta collaborazioni con artisti del calibro di Joey De Francesco, PJ Morgan, John Peters, Melvin Crsipell e Aaron Shields. È anche autore di un dvd didattico per gli organisti gospel e spesso nei suoi concerti c’è spazio per brani spiritual e gospel, come succederà sicuramente anche a Forlì. Rodney Bradley è una vera istituzione musicale negli Stati Uniti.

Massimo Faraò considerato dalla critica europea uno dei più interessanti pianisti jazz dell’ultima generazione nasce a Roma nel 1965 in una famiglia dalle radici musicali ben salde. Il padre, appassionato di jazz, lo introduce fin da giovane all’ascolto di Benny Goodman, Count Basie e Duke Ellington, trasmettendogli un gusto per lo swing che resterà intatto anche negli anni successivi, diventando elemento peculiare del suo modo di comporre. I suoi primi modelli di riferimento sembrano essere due musicisti che, seppur diversi tra loro per le strade verso cui indirizzano la loro ricerca, sono legati da un’identica tensione al rinnovamento del linguaggio. Da un lato, McCoy Tyner, storico protagonista dell’avanguardia modale e componente fondamentale del quartetto di John Coltrane che incise le leggendarie “My Favorite Things” e “A Love Supreme”. Dall’altro il più giovane Herbie Hancock, che lasciato il quintetto di Miles Davis poco prima dell’incisione di “Bitches Brew” si era diretto verso una più intensa stagione elettrica, culminata con l’introduzione di elementi funky nel gruppo che incise l’epocale “Maiden Voyage”.

Solo in seguito, Faraò scopre Bill Evans, pianista imprescindibile per chiunque voglia suonare jazz in trio, padre di un panismo sottile e raffinato che coniuga l’improvvisazione afroamericana con la tradizione romantica europea. L’influenza di Evans sull’estetica di Faraò (pur nella peculiarità dei rispettivi linguaggi), appare oggi più evidente rispetto al passato, soprattutto quando gli impeti più marcatamente percussivi lasciano spazio ad una maggiore consapevolezza melodica.
Marco Frattini è uno dei più giovani ed eclettici batteristi del panorama jazz italiano.
Corso Garibaldi 82 a Forlì, con ingresso libero. Per cenare, dalle 19,30 in poi, è consigliabile la prenoazione al 3703664372. Inizio concerti alle ore 22,00.