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Ieri nella Sala Don Bosco della Parrocchia dei Cappuccinini, è stato presentato il volume “Forlì. Guida al cuore della città” di Marco Viroli e Gabriele Zelli, fotografie di Fabio Casadei, editore Diogene Books. L’azione di guidare, secondo i vocabolari, vuol dire affidarsi alla guida di una persona esperta; o per indicare l’uso di una motocicletta, di un autoveicolo, mentre per le navi o gli aeromobili è sinonimo di pilotaggio. Per guida si intende anche la persona che, precedendo o accompagnando o anche solo indicando, insegna il cammino da seguire, oppure chi, per professione, accompagna i turisti nelle visite ai monumenti, alle opere d’arte, ai musei, alle gallerie, agli scavi archeologici, alle ville, ai paesaggi, per illustrarne i pregi storici e artistici e le bellezze naturali. Nello scoutismo è il nome con cui sono indicate i giovani esploratori di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, in quanto si distinguono dagli scouts più giovani.

Nel caso Marco Viroli e Gabriele Zelli il volume, agile ed essenziale, si propone di guidare il turista, così come il forlivese, attraverso le antiche vie della città, tra austeri palazzi che nascondono al loro interno vere e proprie meraviglie, musei, chiese e parchi pubblici che sono un patrimonio di natura e di cultura. Ci si prefigge di accompagnare il lettore dapprima nella parte più antica di Forlì, l’attuale corso Garibaldi, che fornisce, assieme alle vie adiacenti, la lettura dell’assetto urbanistico medievale. In questa zona della città si possono trovare chiese il cui impianto originario risale a mille e più anni fa, case costruite nel Quattrocento e palazzi nobiliari del Cinquecento, veri gioielli di architettura rinascimentale. Il corso termina in una delle piazze più belle d’Italia, piazza Saffi, in cui, a corona, si elevano importanti edifici cittadini: l’Abbazia di San Mercuriale, il Palazzo Comunale, Palazzo Albertini, Palazzo del Podestà…

Il lettore, o il turista, potrà rendersi conto che la visita di Forlì è un susseguirsi di salti nel tempo, tra Rinascimento, età barocca e neoclassicismo. Infine un intero capitolo è dedicato all’impronta lasciata dall’architettura del Ventennio che, in parte ha trasformato la città.
Forlì è tutto questo e tanto altro ancora, una città da visitare e da scoprire per le sue bellezze artistiche e architettoniche, in parte sconosciute agli stessi forlivesi.