bilancio in comune

«Oggi il Consiglio comunale ha affrontato la discussione sul bilancio di previsione pluriennale del Comune di Forlì. Il nostro gruppo ha immediatamente ravvisato un enorme scarto fra l’enfasi retorica sul cambiamento, di cui l’attuale maggioranza ha abusato in campagna elettorale quasi facendo intendere che nella nostra città non funzionasse nulla e bisognasse stravolgere tutto, e la generale continuità di questo bilancio con l’ultimo della Giunta Drei. Una continuità così evidente che anche l’Assessore competente ha dovuto ammetterla esplicitamente.

Se naturalmente non è logico aspettarsi che in 6 mesi un’Amministrazione possa mutare drasticamente il volto di una città, certamente in questo spazio di tempo si può dare il segno di nuove idee, sempre che ci siano. A nostro avviso, quindi, o la Giunta Zattini una volta insediatasi si è accorta che la realtà era diversa da come l’aveva descritta in campagna elettorale, oppure pochi mesi fa è stato chiesto un voto per il cambiamento ma ora ci si trova senza nemmeno la capacità progettuale sufficiente per tentare di metterlo in pratica. Questo ci pare un elemento dirimente. Da qui a breve si concluderanno (speriamo positivamente) alcune delle partite strategiche apertesi negli anni scorsi: dall’aeroporto alla facolta di Medicina, pertanto sarebbe il momento di cominciare a definire i nuovi obbiettivi strategici, da perseguire da qui a 5 o 10 anni. Sappiamo, infatti, che le scelte che possono cambiare il volto di una città e tenerla al passo col mondo, richiedono anni per essere completate. Se non si decide oggi come vogliamo che sia la Forlì del domani, quando il domani arriverà ci troverà paralizzati.

Venendo ai contenuti del documento, abbiamo rilevato come il piano degli investimenti sia l’aspetto più significativo. Il nostro gruppo naturalmente è favorevole agli investimenti pubblici, specialmente in comparti nei quali l’evoluzione delle normative e delle necessità di una città in continua trasformazione (scuole, strade, impianti sportivi) impongono che periodicamente si operi per implementare e migliorare l’offerta. Nondimeno dobbiamo sottolineare un elemento sul quale vorremmo che vi fosse prudenza e attenzione: viste le cifre di cui si parla, è evidente come esista un tema di sostenibilità economica, a maggior ragione trattandosi di esborsi rilevanti che verranno coperti mediante un elevato ammontare di mutui; un ammontare più alto, a nostro avviso, di quanto enunciato, dato che ci sembrano del tutto sovrastimate le previsioni di introiti per il piano delle dismissioni.
Inoltre va considerato che un tale indebitamento sin dal primo bilancio rischia di gravare sui conti del Comune anche per i prossimi anni, inibendo la possibilità – tanto sul piano della spesa corrente che sul piano degli investimenti – di finanziare quelle scelte strategiche che ad oggi mancano, a dispetto della voluminosità del piano stesso.

Fra gli aspetti del documento che ci paiono più deboli, paradossalmente troviamo alcuni ambiti che questa Amministrazione in campagna elettorale aveva affermato di voler curare di più, dal sostegno alle attività produttive a quello alla famiglia. Per quanto riguarda lo sviluppo produttivo – un tema oggi inscindibile da quello del lavoro di qualità e della transizione ecologica – è, infatti, difficile individuare nel bilancio scelte qualificanti e nemmeno la volontà di avviare la sperimentazione di alcune iniziative di prospettiva. A nostro avviso sarebbe invece stato opportuno che la Giunta intervenisse con maggiore decisione per supportare le attività produttive, soprattutto in un contesto nel quale la congiuntura economica si mantiene incerta. Ad esempio si sarebbe potuto offrire incentivi e sgravi contributivi alle nuove imprese per i primi anni di vita e si sarebbe potuto promuovere un censimento dei capannoni non utilizzati per poi favorire, anche ricorrendo a qualche tipo di agevolazione (fiscale o tariffaria), l’incontro di domanda e offerta e la messa a disposizione di tali immobili a canone calmierato per soggetti che vogliano aprire nuove attività.

Insufficiente è anche l’attenzione sul grande tema della transizione dall’economia lineare a quella circolare. Data l’impellenza della questione e l’attenzione che vi riservano i cittadini, il governo locale avrebbe dovuto assumere in maniera netta ed esplicita una ‘mission’ in tal senso, accompagnando questa transizione con scelte prioritarie di bilancio, fondi adeguati e opzioni sugli investimenti, sia appoggiando i nostri distretti economici nella transizione verso nuove tecnologie digitali/informatiche e fonti di energia decentrate, sia coinvolgendo imprese, associazioni, mondo del sapere e cittadinanza nella creazione di differenti modi di fare economia e nuovi modelli di relazione tipici dell’economia della condivisione.

Debole è pure la riflessione sulla rigenerazione energetica, un tema rispetto al quale invece sarebbe fondamentale porsi obbiettivi ambiziosi e adeguati ai tempi: rigenerazione dell’intero patrimonio pubblico, in accordo con l’amministrazione provinciale e i Comuni dell’Unione e intervento sul vasto patrimonio privato risalente agli anni ’60 e ’70, ormai scarsamente efficiente sul versante energetico, anche rafforzando gli incentivi nazionali con sgravi per i proprietari e impegnando il Comune a svolgere un’azione di regia per favorire la continua formazione degli operatori del settore e l’adozione di accordi e ‘prestazioni‘ a tariffa concordata. Si tratta di un’azione che può portare benefici ai residenti e alla collettività rispetto ai costi per illuminazione e riscaldamento e un fondamentale apporto a migliorare il clima. Inoltre, agire in questo senso avrebbe significato finalmente mantenere gli impegni assunti dalla maggioranza dopo il voto dello scorso luglio all’unanimità del Consiglio comunale con la proclamazione dello stato di emergenza climatica. Per quanto riguarda i più deboli suscita perplessità la scarsa azione su tematiche come il sostegno agli anziani e alle giovani coppie.

A scanso di equivoci, noi pensiamo che la qualità dei servizi nella nostra città sia elevata, anche perché non ci si è mai “seduti sugli allori”, ma si è sempre posta l’asticella un pochino più in alto, lavorando costantemente per implementare l’offerta e qualificarla sempre più. Così troviamo che la previsione di una sostanziale stabilità dei fondi destinati agli interventi per gli anziani da qui al 2022, nasconda nei fatti una riduzione dei servizi, visto che la transizione demografica allarga di anno in anno la platea di coloro che ne hanno necessità. E se i beneficiari sono di più, ma i fondi rimangono gli stessi è evidente che la coperta si accorcia. Sull’altro versante riteniamo che mantenere l’attuale servizio educativo integrato pubblico-privato – cosa pur importante vista l’elevata qualità raggiunta nel nostro territorio – sia insufficiente nel momento in cui l’azione della Regione e lo sforzo di Comuni vicini punta a sostenere l’universalizzazione dell’accesso a questo servizio attraverso un drastico abbattimento o azzeramento delle rette, con le evidenti ricadute per le famiglie e, specialmente, per le giovani coppie.

Una sorta di archetipo della mancanza di progettualità e di visione per il futuro che permea questo bilancio è poi il destino del palazzo del Merenda, per il quale sono previsti semplicemente gli interventi già in programma per assicurarne la tenuta e la staticità antisismica. Ci sembra grave questa mancanza di chiarezza sulla sorte di uno dei contenitori culturali decisivi per la Forlì del futuro, per il quale si sarebbe dovuto affermare esplicitamente la volontà di uscire dalla logica della manutenzione per predisporre un progetto in grado di promuoverne – naturalmente in maniera progressiva e in tempi realistici – un uso adeguato all’importanza del contenitore e del patrimonio in esso conservato ovviamente in relazione con le altre strutture culturali cittadine, prima fra tutte il Santarelli».

Federico Morgagni per il Gruppo consiliare “Forlì e Co.”