L’occasione

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Ieri è uscito sul Corriere Romagna un interessante articolo che informava i lettori gattesi della richiesta fatta al Comune da parte delle consulte dei cittadini (Sant’Angelo, Gatteo Mare, Fiumicino e Gatteo) di ridurre sul territorio l’uso di fitosanitari e diserbante. Una richiesta legittima ma sarebbe opportuno ricordare che a riguardo, nel mandato precedente, la politica gattese fece scelte precise e soprattutto condivise. Credo quindi che ripercorrere quegli eventi affinché chiunque poi possa farsi un’opinione su un tema che innegabilmente è di interesse pubblico e che oggi torna d’attualità, non guasta.

Nel maggio 2013 uscì la notizia riguardo la scelta di usare il diserbante Roundup per la manutenzione dei lati delle strade provinciali. A Gatteo la notizia suscitò un curioso dibattito in consiglio comunale e la raccolta di duecento firme contrarie a tale pratica. La consigliera d’opposizione Erika Cola chiese quindi che l’amministrazione comunale si pronunciasse negativamente su tale pratica riguardo ovviamente le sole strade comunali e che si continuasse come “sempre” ad usare lo sfalcio anziché il diserbo. Si trattava dunque solo di ufficializzare politicamente una posizione distinta lasciando ovviamente alla provincia la facoltà di diserbare i lati delle vie di sua competenza.

Apparentemente, quella della Cola era una richiesta non polemica e la cui risposta politica sembrava scontata. Non fu così anzi. Il primo ad avere dubbi fu l’altro membro dell’opposizione in quota PD nonché dirigente provinciale Leopoldo Raffoni, il quale affermò in consiglio che a Gatteo la manutenzione delle strade comunali con diserbo non era mai stata fatta. L’articolo era chiarissimo e la richiesta di Erika Cola pure, era infatti la provincia di Forlì-Cesena a scegliere di usare il pesticida più venduto al mondo per motivi di risparmio economico.

La mozione chiedeva solo di confermare che su quelle di competenza comunale si continuasse con lo sfalcio e che la scelta di non usare erbicidi per la manutenzione dei lati delle strade, diventasse politica. All’epoca non si parlava di terreni agricoli o di aree private ma solo aree stradali di competenza comunale ma nonostante ciò l’intero consiglio comunale, Raffoni incluso, votò contro, fatta eccezione per Erika Cola. Perfino Arnaldo Pizzinelli all’epoca in consiglio ed oggi in una delle 4 consulte cittadine, votò contro.

Il sindaco Vincenzi si nascose dietro un dito dicendo che non poteva prendere una decisione del genere se non prima di ascoltare un esperto. Legittimo e auspicabile ma, senza che a nessuno scappò da ridere, il sindaco chiamò un dirigente della Bayer-Monsanto. E così l’esperto confermò in consiglio la legalità del Roundup, legalità tra l’altro mai messa in dubbio da nessuno, mica si trattava di napalm. Erika Cola, seppur fosse legittimo farlo a patto che venisse pubblicamente comunicato, audio registrò quell’intervento ma di nascosto, io lo divulgai affinché la comunità potesse ascoltare l’intervento, prendere atto del conflitto d’interessi e poi farsi un’opinione.

Tale trasparenza e l’irriverenza che spesso accompagna i miei post non piacque, cosicché sindaco e “MonsantoMan” ci denunciarono entrambi con una motivazione demenziale: il diritto alla privacy. Risate in Procura. Oggi le consulte gattesi propongono un tema ambientale ancor più importante, trattandosi dell’uso dei fitofarmaci in agricoltura e del diserbo in aree private (fossi, giardini). Sostanze che vengono rilevate ogni anno da Arpae nelle acque superficiali e in quelle sotterranee e che autorevoli studi hanno provato essere pericolose per l’ambiente acquatico e per la salute dell’uomo.

Proporre oggi una limitazione-regolamentazione alla “stessa giunta comunale” e ad un’opposizione ancor più assente rispetto al passato potrebbe regalarci un nuovo capitolo comico. Quando ci fu la possibilità di diventare il primo comune romagnolo a rinunciare politicamente ai diserbanti, tra l’altro nelle sole strade comunali, la farsa ebbe il sopravvento. Speriamo allora che questa volta, amministrazione e opposizioni facciano scelte politiche, qualunque esse siano, senza nascondersi e magari regalando ai cittadini di Gatteo il primato del primo comune romagnolo senza pesticidi.

L’OCCASIONE

L’OCCASIONEIeri è uscito sul Corriere Romagna un interessante articolo che informava i lettori gattesi della richiesta fatta al comune da parte delle consulte dei cittadini (Sant'Angelo, Gatteo Mare, Fiumicino e Gatteo) di ridurre sul territorio l’uso di fitosanitari e diserbante. Una richiesta legittima ma sarebbe opportuno ricordare che a riguardo, nel mandato precedente, la politica gattese fece scelte precise e soprattutto condivise. Credo quindi che ripercorrere quegli eventi affinché chiunque poi possa farsi un’opinione su un tema che innegabilmente è di interesse pubblico e che oggi torna d’attualità, non guasta.Nel maggio 2013 uscì la notizia riguardo la scelta di usare il diserbante Roundup per la manutenzione dei lati delle strade provinciali. A Gatteo la notizia suscitò un curioso dibattito in consiglio comunale e la raccolta di duecento firme contrarie a tale pratica. La consigliera d’opposizione Erika Cola chiese quindi che l’amministrazione comunale si pronunciasse negativamente su tale pratica riguardo ovviamente le sole strade comunali e che si continuasse come “sempre” ad usare lo sfalcio anziché il diserbo. Si trattava dunque solo di ufficializzare politicamente una posizione distinta lasciando ovviamente alla provincia la facoltà di diserbare i lati delle vie di sua competenza. Apparentemente, quella della Cola era una richiesta non polemica e la cui risposta politica sembrava scontata. Non fu così anzi. Il primo ad avere dubbi fu l’altro membro dell’opposizione in quota PD nonché dirigente provinciale Leopoldo Raffoni, il quale affermò in consiglio che a Gatteo la manutenzione delle strade comunali con diserbo non era mai stata fatta. Vala? L’articolo era chiarissimo e la richiesta di Erika Cola pure, era infatti la provincia di Forlì-Cesena a scegliere di usare il pesticida più venduto al mondo per motivi di risparmio economico. La mozione chiedeva solo di confermare che su quelle di competenza comunale si continuasse con lo sfalcio e che la scelta di non usare erbicidi per la manutenzione dei lati delle strade, diventasse politica. All’epoca non si parlava di terreni agricoli o di aree private ma solo aree stradali di competenza comunale ma nonostante ciò l’intero consiglio comunale, Raffoni incluso, votò contro, fatta eccezione per Erika Cola. Perfino Arnaldo Pizzinelli all’epoca in consiglio ed oggi in una delle 4 consulte cittadine, votò contro. Il sindaco Vincenzi si nascose dietro un dito dicendo che non poteva prendere una decisione del genere se non prima di ascoltare un esperto. Legittimo e auspicabile ma, senza che a nessuno scappò da ridere, il sindaco chiamò un dirigente della Bayer-Monsanto. E così l’esperto confermò in consiglio la legalità del Roundup, legalità tra l’altro mai messa in dubbio da nessuno, mica si trattava di napalm. Erika Cola, seppur fosse legittimo farlo a patto che venisse pubblicamente comunicato, audio registrò quell’intervento ma di nascosto, io lo divulgai affinché la comunità potesse ascoltare l’intervento, prendere atto del conflitto d’interessi e poi farsi un’opinione. Tale trasparenza e l’irriverenza che spesso accompagna i miei post non piacque, cosicché sindaco e “MonsantoMan” ci denunciarono entrambi con una motivazione demenziale: il diritto alla privacy. Risate in Procura.Oggi le consulte gattesi propongono un tema ambientale ancor più importante, trattandosi dell’uso dei fitofarmaci in agricoltura e del diserbo in aree private (fossi, giardini). Sostanze che vengono rilevate ogni anno da Arpae nelle acque superficiali e in quelle sotterranee e che autorevoli studi hanno provato essere pericolose per l’ambiente acquatico e per la salute dell’uomo. Proporre oggi una limitazione-regolamentazione alla “stessa giunta comunale” e ad un’opposizione ancor più assente rispetto al passato potrebbe regalarci un nuovo capitolo comico. Quando ci fu la possibilità di diventare il primo comune romagnolo a rinunciare politicamente ai diserbanti, tra l’altro nelle sole strade comunali, la farsa ebbe il sopravvento. Speriamo allora che questa volta, amministrazione e opposizioni facciano scelte politiche, qualunque esse siano, senza nascondersi e magari regalando ai cittadini di Gatteo il primato del primo comune romagnolo senza pesticidi.

Gepostet von LaVoce Romagnola am Dienstag, 31. Dezember 2019