I 200 anni di Felice Orsini

0

Eravamo in molti, ieri sera a Meldola, per ricordare il duecentesimo compleanno di Felice Orsini, che in realtà ne visse meno di 40. Grazie alle ricerche più recenti, che ci hanno raccontato con grande maestria per l’Inghilterra Elena Bacchin e per la Francia Elena Musiani, Orsini non è più né il mitico patriota del proto-nazionalismo italiano, né l’antesignano del terrorismo: è un uomo restituito al suo contesto, lo Stato pontificio arretrato della Restaurazione, poi l’Europa romantica, con i suoi eccessi, i suoi sogni, il suo narcisismo.

Una serata bellissima, grazie alla disponibilità e alla sensibilità del Comune, del sindaco Cavallucci, dell’assessore Drudi. A me il romagnolo Felice Orsini ha sempre ricordato qualcosa di vagamente familiare (basti pensare a come lo racconta Artusi nel suo memorabile ricettario), tant’è che, quando nacque la nostra Eleonora, io e mia moglie decidemmo di chiamare l’immancabile primo orsacchiotto Felice Orsino. Lei, mia figlia, lo ricorda ancora.

CONDIVIDI
Articolo precedenteMorto 71enne nello schianto contro un camion in via Gordini
Articolo successivoLa Protezione civile lancia un’allerta arancione per vento
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.