Giro di boa a Cesenatico

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In queste settimane l’amministrazione comunale di Cesenatico guidata dal sindaco Matteo Gozzoli ha presentato l’opuscolo “Al giro di Boa”. Un documento che riassume sinteticamente il lavoro politico amministrativo svolto dalla giunta Gozzoli a circa due terzi del suo mandato. Oltre la versione in cartaceo ne è stata realizzata anche una digitale così da poter raggiungere il popolo della rete ed ottimizzare in questo modo la divulgazione.

Un’operazione di auspicabile trasparenza nei confronti non solo dei propri elettori ma di tutti i cittadini e questo perché il sindaco, una volta eletto, rappresenta l’intera comunità. Un’azione di trasparenza politica nei confronti pure delle opposizioni che potranno mettere i puntini sulle “i” riguardo quei dati e quelle scelte politiche. Bravo Matteo Gozzoli, offrire al dibattito pubblico le questioni programmatiche e politiche “del vostro fare” in politica non è certo una novità ma chiunque la persegua va applaudito perché grazie ad eventuali critiche, l’attività della sua amministrazione potrà migliorarsi e al contempo, per chi ha un briciolo di onesta intellettuale, potrà essere dato “a Cesare quello che è di Cesare”.

In attesa che le opposizioni rappresentate dalla lista “Per Buda”, dai 5Stelle e dalla Lega offrano alla comunità una analisi alternativa di quei dati, precisazioni nel merito ed eventuali proposte di correzione, penso si possa per lo meno dare un giudizio di massima sul sindaco in quanto guida politica della comunità di Cesenatico in questi 3 anni.
Lasciando dunque ai consiglieri d’opposizione la valutazione nel merito di quei dati, la critica generica che faccio a Matteo Gozzoli, è proprio quella di non aver fatto politica in alcuni momenti salienti del suo mandato.

Non aver espresso giudizi politici distintivi e non solo di facciata su alcuni casi giudiziari eclatanti nel merito dei comportamenti tenuti da alcuni amministratori e dipendenti pubblici, è stata una pecca che un giovane politico come lui non può e non deve permettersi. Sto parlando di questione morale e del giudizio politico che viene dato a fatti in alcuni casi confessati, non quello giuridico. Ma volendo fare un esempio più recente, sulle prescrizioni accettate dagli imputati nel caso Gesturist il primo cittadino è stato un fantasma, ma avendo incassato in quell’occasione il silenzio del centrodestra magari potrà offrirlo a sua volta per le prescrizioni imminenti nel caso Grand Hotel Da Vinci. Do ut des?
Ma ritornando al “Giro di Boa” c’è un aspetto non ancora chiaro, che seppur marginale, riguarda proprio quell’opuscolo: quanto è costato al Comune? O nel caso in cui la seppur ininfluente entità dei costi sia stata a carico di eventuali finanziatori, chi siano?