A Coccolia il ricordo del partigiano Arturo Spazzoli

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Mercoledì 4 dicembre, alle ore 20,30, al Circolo Endas Tonino Spazzoli, via Ravegnana 851 a Coccolia di Ravenna, si svolgerà una serata dedicata alla figura del partigiano Arturo Spazzoli, Medaglia d’Argento al Valor Militare. Interverranno Antonio Spazzoli nipote di Arturo, Carlo Simoncelli presidente Cooperativa “Goffredo Mameli”, Rosella Calista vicepresidente nazionale Associazione Mazziniana Italiana, Oscar Bandini storico, Gabriele Zelli cultore di storia locale. Ingresso libero.

Arturo, il più giovane dei repubblicani fratelli Spazzoli, fu un protagonista della Resistenza nel periodo compreso fra il settembre 1943 fino al 18 agosto 1944, giorno della sua morte per mano dei nazifascisti che lo catturarono e lo uccisero insieme a Silvio Corbari, Iris Versari e Adriano Casadei, per poi impiccare i loro corpi in piazza Saffi a Forlì.
Arturo Spazzoli studente, prima nel Collegio aeronautico di Forlì, si trasferì a Caserta all’Accademia aeronautica, terminata la quale avrebbe ottenuta la nomina di ufficiale pilota. Ma gli studi furono forzatamente interrotti dall’armistizio dell’8 settembre e, invece di volare nei cieli col suo aereo, ebbe modo di percorrere in buona parte a piedi vari luoghi d’Italia in rischiose azioni partigiane che misero in evidenza grande disprezzo del pericolo, il coraggio meditato delle pazienti attese, la forza delle decisioni in momenti in cui si esigeva intelligenza e pronta determinazione. Come ricorda in un suo scritto lo storico forlivese Elio Santarelli: “Arturo Spazzoli nell’ottobre 1943 si rifugiò sulle montagne di Sassoni fra Santa Sofia e Spinello, assieme ai fratelli Tonino e Renato, al nipote quasi coetaneo Aroldo e agli amici Giorgio Bazzocchi ed Enrico Bitossi, diventando validissimo esponente del gruppo dei patrioti collegato ad ex prigionieri di guerra alleati, tanto da collaborare con esemplare audacia al trasferimento clandestino oltre le lontane linee del fronte di questi ex nemici. Arturo Spazzoli fu partecipe con altri della liberazione dei generali inglesi Neame, Boyd e O’Connor. Poi, con la pattuglia di altri ex prigionieri, attenta guida per tutto il lunghissimo percorso, da Spinello a Ortona negli Abruzzi oltre il fronte. Una lunghissima marcia di 350 chilometri che, iniziata il 13 marzo si concluse il 10 maggio successivo e della quale Giorgio Bazzocchi — anch’egli facente parte della impegnatissima missione — lasciò un’accurata documentazione. Oltre all’impegno estremamente pericoloso per l’attraversamento di territori sorvegliati ed occupati da tedeschi e fascisti, alle guide Arturo Spazzoli e Giorgio Bazzocchi fu assegnato il compito di consegnare a personalità alleate a Brindisi un messaggio sulla situazione militare nella Romagna occupata. Anche questa missione ebbe esito positivo.

Ad Arturo Spazzoli è stata conferita la Medaglia d’argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Giovane combattente della libertà partecipava con somma audacia e cosciente sprezzo del pericolo a numerose azioni di sabotaggio e ad audaci colpi di mano contro colonne nazifasciste catturando prigionieri e rilevanti quantità di armi e munizioni. Animo generoso non esitava ad affrontare il grave rischio di attraversare le linee nemiche per condurre in salvo numerosi militari alleati fra cui 5 Generali. Inquadrato successivamente in un battaglione partigiano prendeva parte ad aspri combattimenti distinguendosi per eccezionale coraggio, valore personale ed ardore combattivo. Durante un attacco da parte di rilevanti forze nazifasciste, sosteneva strenuamente disperata lotta, cadendo da eroe sul posto della mischia col sacro nome d’Italia sulle labbra. Del suo cadavere fu fatto ignobile scempio (Romagna 8-9-1943 – Cornio di Modigliana 19-8-1944).