campo di concentramento Auschwitz

Riceviamo e pubblichiamo la lettera indirizzata al sindaco di Predappio da un nostro lettore.
«Caro Sindaco di Predappio mi spiace molto non abbia confermato il contributo che il suo comune dava per permettere a qualche studente di visitare Auschwitz. Perché veda, proprio oggi hanno dovuto dare la scorta a una ragazzina dodicenne che in visita a quel campo ci andò su un carro merci piombato, e solo con molta fortuna riuscì a tornare, per le minacce ricevute da persone indegne. E magari, fare conoscere quella storia a più giovani possibili, quando qualcuno, oggi nega quei milioni di morti, sarebbe fondamentale per fare nascere una potente indignazione contro gli eredi di Hitler e Mussolini.

Perché, e mi spiace doverglielo ricordare, corresponsabile di quell’eccidio fu un suo concittadino, che con le leggi razziali, impedì a Liliana Segre di frequentare la scuola, e che fu complice dei nazisti. E, francamente, trovo risibile la scusa della “parzialità” di quel viaggio. Certo, quel treno dovrebbe avere altre fermate, in Etiopia, dove i fascisti, da soli, sterminarono centinaia di migliaia di persone inermi, perfino con i gas, o in Libia, o sulle tombe di Matteotti, dei Rosselli, di Amendola, di Gramsci.

Altra fermata a parte andrebbe fatta nella ex Jugoslavia ai campi di sterminio italianissimi dove morirono migliaia di serbi, sloveni e croati, colpevoli di voler difendere la loro patria. Ultima fermata, a Domenikos in Grecia dove i fascisti sterminarono un paese per rappresaglia, in una guerra iniziata, guarda caso il 28 ottobre. Ma dia retta, cambi idea e finanzi almeno una prima tappa di quella cultura antifascista che è alla base della nostra Costituzione…».

Lodovico Zanetti vicepresidente ANPI provinciale FC