campo di concentramento Auschwitz

Il sindaco di Predappio non vuole che che gli studenti delle scuole del suo Comune vadano in visita ad Auschwitz per questo ha bloccato il contributo di 370 Euro per il viaggio. Le sue motivazioni lasciano sgomenti: i viaggi della Memoria non sono una iniziativa “di parte” come lui sostiene ma costituiscono il modo di far conoscere alle nuove generazioni gli orrori dei campi di concentramento e dello sterminio della popolazione ebraica. Quei viaggi rappresentano uno strumento fondamentale per formare gli uomini e le donne di domani affinché quello che è stato non accada mai più e la democrazia e il rispetto della vita umana prevalgano sempre sull’odio e sulla violenza. Per questo il Pd dell’Emilia-Romagna e il Pd di Forlì si offrono di coprire le spese del viaggio” dichiarano il segretario del Pd dell’Emilia-Romagna, Paolo Calvano e del Pd di Forlì Daniele Valbonesi.

Non finanziare il viaggio del “Treno della memoria” ad Auschwitz a due studenti (370€) perché si tratterebbe di una conoscenza della storia “di parte”. È gravissimo e preoccupante che il sindaco sostenga questa posizione per diversi motivi: per l’importanza che Predappio ha ancora oggi, non solo città natale del Duce ma luogo in cui ogni anno si tengono commemorazioni di neofascisti e nostalgici; per la macabra maglietta “Aushwitzland” che l’anno scorso, proprio a una di queste commemorazioni, una donna indossava; perché proprio quest’estate il sindaco si era detto disponibile all’idea di tenere aperta tutto l’anno la tomba di Mussolini, così da incentivare il turismo (come se il fascismo fosse solo un’opportunità turistica). Ci uniamo al presidente dell’Anpi provinciale Miro Gori​ che ha definito la scelta «un incubo», che se «lo sterminio di sei milioni di ebrei è una questione di parte, allora dovremmo buttare i libri di storia». Come dice Gori, «Il Comune sbaglia due volte: visitare Auschwitz è un atto normalissimo di convivenza civile e di conoscenza, è proprio il minimo sindacale; inoltre che sia proprio Predappio a negare questa visita, un luogo simbolico che si ritrova invaso da negozi con oggetti del duce, nostalgici che fanno il saluto romano, è assurdo». Dopo che la nostra provincia ha subito, negli ultimi anni, episodi e attacchi di neofascisti, dopo i tanti episodi in tutta Italia, dopo il recente incendio alla libreria antifascista di Roma, gli attacchi alla senatrice Segre (testimone di Auschwitz) e la conseguente scorta, ecco un altro grave fatto che deve fare preoccupare molto” la nota diramata da Possibile Forlì-Cesena.

Il sindaco di Predappio toglie il finanziamento al viaggio che annualmente permetteva ad alcuni studenti meritevoli di andare a visitare Auschwitz. Dice tra l’altro il sindaco, eletto a Maggio con i voti del ‘centro’ Destra che questi viaggi sono ‘a senso unico’ e che si dovrebbero visitare anche le Foibe. Certo che si dovrebbero visitare, e oltre che visitarle occorrerebbe conoscere e capire a fondo tutto il periodo storico che portò a quella stagione orribile. Bene, se il sindaco di Predappio ritiene che sia importante mandare degli studenti a visitare il santuario delle foibe lo faccia, stanzi i soldi, organizzi percorsi di conoscenza.
Nel frattempo, velocemente, senza indugio, riprenda a finanziare con i pochi spiccioli che gli sono richiesti, i viaggi alla conoscenza dell’orrore dei lager. Se il sindaco intende che siano viaggia a senso unico così come lo sono stati ai tempi del nazismo si tranquillizzi, gli studenti torneranno. Molti, tanti, troppi non sono tornati da Oswiecim (è questo il nome del paese alle porte di Cracovia dove sorge Auschwitz) ma per fortuna, e fino a che la democrazia verrà preservata, viaggi di sola andata non ce ne saranno più” la nota di Articolo Uno di Forlì.

Le parole e il gesto, di negare i fondi a due studenti, del sindaco di Predappio Canali sono gravi e distorcono delle vicende storiche che dovrebbero essere patrimonio di tutti i cittadini. Ricordare e, soprattutto, recarsi ad Auschwitz per vedere cosa il fascismo e il nazismo hanno commesso dovrebbe essere un dovere di tutti, sindaco di Predappio in primis, a cui ci offriamo di pagare il viaggio per rendersi conto di quanto stupide siano stati le sue parole e il suo gesto. Sminuire o fare degli accostamenti antistorici su un luogo di sterminio come Auschwitz è fare un oltraggio ai milioni di Ebrei, slavi, rom, dissidenti politici (tra cui migliaia di Comunisti), omosessuali, portatori di handicap e migliaia di altre persone, uccise e poi incenerite, solo perché dal regime venivano ritenute indegne di vivere. La Storia è una materia vasta e a volte controversa, ma mettere in discussione Auschwitz e i campi di sterminio significa tornare alle idee che hanno portato ad una tragedia così grande per l’umanità. La polemica del Sindaco sul muro di Berlino, sulle foibe o i gulag, poi, è antistorica perché identifica un intero movimento, il Comunismo con tutte le sue ramificazioni e diversità, che ha più di 150 anni e milioni di aderenti con episodi molto diversi tra loro e che, per quanto esecrabili e odiosi in sè, erano contrari agli ideali e alla storia del movimento Comunista nel suo complesso e che gli stessi Comunisti hanno condannato da tempo. Tuttavia questo episodio è figlio di un revisionismo ormai dilagante. L’ultimo, in ordine di tempo, è stata la risoluzione del Parlamento Europeo in cui, dai socialisti alla destra, compresi tutti i partiti italiani dal Pd, alla Lega e Fratelli d’Italia con la sola astensione del M5S, hanno votato un falso storico paragonando il Nazifascismo al Comunismo. E’ bene ricordare, infatti, che come si legge nell’appello dello storico Guido Liguori “mentre il nazifascismo, nel dare vita a una spietata dittatura e nel negare ogni spazio di democrazia, di libertà e persino di umanità, nel perseguitare fino allo sterminio proclamato e pianificato, le minoranze religiose, etniche, culturali, sessuali, cercò di realizzare i propri programmi, i regimi comunisti prima e dopo la guerra, allorquando si macchiarono di gravi e inaccettabili violazioni della democrazia e delle libertà, tradirono gli ideali, i valori e le promesse che aveva fatto”.
Perciò, il Sindaco Canali, proprio per il ruolo delicato che riveste si deve ricordare che se oggi abbiamo la democrazia e lui può fare il Sindaco, oltre a delle esternazioni del tutto errate sul piano educativo e storico, è perché moltissime comuniste e comunisti sono morti per liberare l’Italia e la stessa Predappio, oltre che il campo di sterminio di Auschwitz. Se avessero vinto i fascisti e i nazisti a quest’ora molti di noi sarebbero stati uccisi o starebbero in galera. E questo è bene sempre ricordarselo prima di parlare” la dichiarazione di Chiara Mancini della Segretaria di Rifondazione Comunista federazione di Forlì