teatro predappio

Sensibilizzare il pubblico contro la violenza di genere e raccogliere fondi in favore di chi ha subito maltrattamenti o vive una situazione di difficoltà. A questo scopo è in programma per venerdì 29 novembre alle ore 21,00 al Teatro Comunale di Predappio, la rappresentazione teatrale “Ora… parlo io: scegliere il rispetto”.

Lo spettacolo nasce da un progetto voluto dal Comitato Consorti del Club Rotary Forlì Tre Valli e aveva come scopo quello di sensibilizzare le nuove generazioni contro la violenza di genere. La realizzazione è stata possibile anche grazie alla preziosa collaborazione di Barbara Abbondanza docente del liceo G.B. Morgagni di Forlì indirizzo scienze umane, dell’attrice e regista Sabina Spazzoli e di alcuni alunni delle classi 5° B e 5° C che hanno dato la loro disponibilità a partecipare e si sono impegnati, al di fuori dell’orario scolastico, per mettere in scena uno spettacolo teatrale che potesse sensibilizzare l’opinione pubblica sul drammatico fenomeno della violenza sulle donne.

È uno spettacolo emozionante e appassionante, che non lascerà sicuramente insensibili gli spettatori – dichiara l’assessore al welfare Francesca Farolfiparla con rispetto delle vittime di violenza, ci fa calare nei loro panni e provare il loro vissuto. Mi auguro che possa essere uno spettacolo che continuerà ad essere diffuso e spero che altre scuole si facciano coinvolgere in un percorso di sensibilizzazione nei confronti di questa tematica, che non deve essere ricordata solo il 25 novembre per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma che deve essere portata avanti ogni giorno nelle scuole, luogo dove crescono le nuove generazioni di donne e uomini, il nostro futuro”.

L’evento di venerdì, reso possibile grazie anche al contributo del Club Rotary Forlì Tre Valli, avrà un costo di 5 euro a biglietto e il ricavato sarà devoluto all’Associazione “Centro di aiuto alla vita”, una realtà che ospita mamme e bambini insieme o bimbi soli, gestanti in qualsiasi stadio della gravidanza (anche minorenni), donne senza un partner e senza la propria famiglia di origine e quindi senza una rete che possa sostenerle durante la gravidanza e nei primi mesi successivi al parto. Viene data la possibilità di una collocazione abitativa a queste donne e mamme (alcune di esse vittime di violenza o maltrattamenti) a titolo gratuito, questo è fondamentale per aiutarle ad avviarsi verso una reale autonomia con i loro figli, anche attraverso un percorso di accompagnamento ed intervento educativo e lavorativo.