Le due versioni dei fatti

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Ieri nell’ultima udienza giudiziaria riguardo le irregolarità riscontrate nell’intervento di riqualificazione del Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico è emerso un fatto sconcertante che però la stampa locale ha riportato con due versioni contrapposte. Un processo che vede imputati: l’ex sindaco Roberto Buda, l’ex dirigente del Comune Vittorio Foschi oggi a Riccione (con sulle spalle pure tre ipotesi di abuso d’ufficio per la vicenda di alcuni presunti abusi edilizi nella casa di famiglia dell’attuale sindaca della Perla Verde Renata Tosi) e Luciana Perugini, vedova di Antonio Batani fondatore del gruppo Select Hotels.

Gli articoli usciti stamattina offrono però ai lettori dei due quotidiani locali una cronaca giudiziaria contraddittoria. Nella testimonianza di Luciana Perugini c’è un passaggio fondamentale riguardo un fatto documentale che sui giornali ha però due versioni. Il risultato è quindi che se oggi uno legge il Corriere Romagna apprende una notizia di enorme rilievo e che inciderà inevitabilmente sugli sviluppi del processo mentre se invece legge Il Resto del Carlino edizione di Cesena la suddetta affermazione non è affatto menzionata ma è raccontato il contrario. Ecco dunque la doppia versione riportata dai giornali:
Riguardo ai documenti inerenti alla dichiarazione di inizio lavori presentata in comune il Corriere Romagna scrive che Luciana Perugini dichiara ai giudici: “Quella non è la mia firma e nemmeno quella di mio marito”. Notizia bomba certamente tutta da verificare (facilmente con una perizia calligrafica) ma è oggettivamente una notizia importante che doverosamente il suddetto quotidiano ha riportato e che descrive come “colpo di teatro”. Sul Carlino invece viene scritto l’opposto, o meglio viene riportata una dichiarazione che non lascia adito ad altra interpretazione: “Faceva tutto mio marito mi fidavo di lui e firmavo quel che mi diceva di firmare”. Nessuna menzione al disconoscimento di alcuna firma su documenti ufficiali anzi, quell’affermazione virgolettata è chiara, cristallina: “firmavo”.
Com’è possibile che due articoli di cronaca giudiziaria, quindi con affermazioni pubbliche e tra l’altro così importanti, verbalizzate, quindi agli atti e di conseguenza facilmente riportabili fedelmente sul giornale, possano offrire ai lettori informazioni contradditorie? Che opinioni potranno farsi i cittadini su questo passaggio giudiziario potenzialmente dirompente? Luciana Perugini al processo di ieri ha disconosciuto o no la sua firma e quella di suo marito in quelle carte?