La cattiva politica delle piazze contrapposte senza idee

0

Per la prima volta, alle prossime amministrative regionali dell’Emilia Romagna, non so se andrò a votare oppure se parteciperò con una scheda nulla o bianca.
Come tanti italiani sono stanco di tutto e di tutti, cittadino deluso, ignorato ed elettore sfregiato dal fatto che spesso, pur nell’evidenza di un risultato, di un’indicazione elettorale, poi la politica abbia fatto diversamente.
E’ una stanchezza che contraddice la mia vitalità fisica e mentale, una sorta di torpore, anzi no, una specie di narcolessia, indottami solo dallo spettacolo miserevole di una politica, nazionale e locale, sempre più improntata alla contrapposizione becera e faziosa tra parti contrapposte.

Ho sempre votato, convinto così di costruire la rappresentanza democratica, male che sia andata ho votato per il “meno peggio” oppure, lieto di trovare tra i candidati un amico o un conoscente, degno di stima, ho manifestato un consenso alla credibilità di quella persona.
Ho pensato anche che questa mia avversione alla partecipazione elettorale fosse conseguenza dell’età senile, invece, molto amaramente, ho riscontrato pure in mio figlio ventinovenne una contrarietà alla politica e al voto, espressa con una veemenza di ragioni che davvero mi ha colpito.
Dunque, che fare? Rassegnarsi ed ipocritamente recarsi ancora al seggio per un voto disperato o del tipo metto una croce “ndo cojo cojo” per dirla alla romana?
Così scrivendo, qualcuno mi accuserà di qualunquismo, accusa che rigetto poiché mai sono stato indifferente e critico superficiale dei problemi della comunità nazionale e regionale cui appartengo.

Come tanti italiani vorrei solo scegliere e votare, raffrontando idee di sviluppo, progetti, soprattutto prospettive di innovazione, ora tanto urgenti in ogni settore della vita sociale, economica.
Invece, niente, siamo già in campagna elettorale per queste imminenti regionali dell’Emilia Romagna e l’unica cosa che colpisce è la contrapposizione tra piazze, palazzetti dello sport e ruffiani tour propagandistici un po’ dappertutto.
C’è chi promette l’avvento di un mondo nuovo e chi lo sviluppo del sistema vigente, ritenendolo già di qualità e spessore, ma nell’uno e nell’altro caso con quali gambe ancora potranno muoversi le due possibilità?

Con quale visione, aderente alla realtà del momento attuale, ma soprattutto interprete del futuro, l’una e l’altra parte vogliono guidare la vita degli emiliani romagnoli?
Come tanti italiani riscontro solo la fragile pochezza propositiva di tutta la politica, così gracile e inconsistente che spesso i due fronti contrapposti, pur con spirito e modalità diverse, dicono, propongono le stesse cose!
Non si offrono alla nostra valutazione idee e progetti, sorretti dal pensiero e dalle competenze, ma soltanto slogans per accattivare, certo non per convincere.
Già in un intervento precedente ho scritto di non aspettarmi nessuna novità dalle candidature regionali dell’uno e dell’altro fronte, saranno perlopiù i soliti e alcuni nuovi “parvenu o mezzecalze” della scena politica.

Come cittadino vorrei tornare a respirare a pieni polmoni la politica del confronto concreto, oggettivo, passatemi il termine, “sostanzioso” sull’avvenire del nostro paese, invece assisto solo alla marea becera e faziosa che monta nelle piazze, contemporaneamente a quella terribile e tragica in piazza S. Marco a Venezia.

CONDIVIDI
Articolo precedenteNovembre 1944: le prime autoblinde inglesi arrivano a San Giorgio
Articolo successivoPremio Campigna LX edizione
68enne di origini liguri ma forlivese d'adozione, funzionario scientifico del ministero per i Beni culturali per più di trent'anni. Ha scritto insieme a Paolo Poponessi il libro "La terra del duce. L'era fascista nella Romagna forlivese 1922-1940" e con Giancarlo Gatta il volume "Predappio al tempo del duce. Il fascismo nella collezione fotografica Franco Nanni".