Quando il pregiudizio ideologico e il fanatismo entrano in un ateneo e soprattutto all’inaugurazione dell’anno accademico di un’università prestigiosa come l’Alma Mater Studiorum, significa che qualcosa non ha funzionato. L’università di tutti diventa feudo solo di qualcuno. E’ infatti sconcertante che la rappresentante degli studenti universitari, durante l’inaugurazione, abbia dichiarato che ieri c’è stata una grande contro manifestazione a Bologna, definita le 12.000 sardine in piazza Maggiore, e che si sia alzato un applauso dalla sala. La studentessa ha sbagliato due volte, sia perché ha tradito il suo ruolo super partes, a cui, evidentemente, nessuno ha pensato di richiamarla, sia perché ha di fatto delegittimato la molteplicità delle idee e la libertà” attacca Jacopo Morrone segretario della Lega Romagna.

Dichiarandosi paladina di una sola parte, durante una manifestazione istituzionale, ha dimostrato di aver male interpretato lo spirito di un’università libera e aperta. Quanto all’applauso della platea, è il segno inequivocabile dell’occupazione sistematica della stragrande maggioranza dei ruoli istituzionali e amministrativi avvenuta in Emilia e Romagna da parte del Pd e della sinistra. Una brutta pagina, insomma, per l’Università e per la vera democrazia. Ma non nascondiamoci dietro un dito: la situazione è nota. La sinistra e il Partito democratico in particolare hanno molta responsabilità in quello che accade e la situazione di molte università, tra cui quella bolognese, è emblematica. Ricordiamo il cartello/gogna appeso al collo del rettore Ivano Dionigi nel 2012 e gli attacchi squadristi da parte di studenti dell’ultrasinistra di qualche anno fa al politologo Angelo Panebianco, accusato di far parte della ‘casta guerrafondaia’. Casi che hanno fatto ritornare in mente, a chi li ha vissuti, i tragici anni di piombo, che non hanno lasciato indenne l’ateneo bolognese. Brutti episodi che sono potuti accadere anche perché calati in un clima di incomprensibile indulgenza e tolleranza da parte della Bologna progressista che, come affermava il compianto sindaco Giorgio Guazzaloca, metabolizza tutto e non reagisce alla gravità di questi fatti” conclude il parlamentare Jacopo Morrone.