ex Casa del Fascio Predappio

«Con una nota inviata l’8 novembre al presidente di Ser.In.Ar. Scpa ed al presidente di Progetto Predappio, il sindaco di Predappio Roberto Canali, richiede “immediata interruzione di qualsiasi attività, incarico o collaborazione da parte del Centro Iniziative Progetto-Predappio”, l’organismo istituito in convenzione dallo stesso Comune di Predappio e Ser.In.Ar. il 18 marzo 2019 per sviluppare la progettazione e la realizzazione dell’Esposizione Permanente prevista nell’ambito del progetto di restauro e rifunzionalizzazione dell’Ex casa del fascio e dell’ospitalità e svolgere altre funzioni connesse all’evoluzione del progetto generale; in particolare si chiede a Ser.In.Ar. di “porre all’attenzione del Consiglio di Amministrazione, nel più breve tempo possibile, l’estinzione del Centro Progetto Predappio, oltre alla immediata sospensione dell’attività, e evidenziando che non verranno erogati da questo Ente ulteriori contributi”.

Nella stessa data il sindaco ha inviato una seconda lettera allo Studio Valle Progettazioni, incaricato del progetto definitivo, esecutivo, direzione lavori e sicurezza, e per conoscenza al Presidente di Progetto Predappio, con la quale informa che “abbiamo predisposto e richiesto la cessazione dell’attività del Centro Progetto-Predappio”.
Rispetto alla suddetta corrispondenza riteniamo doveroso segnalare, come Consiglio Direttivo di Progetto Predappio, le seguenti incongruenze:
1) Il Centro Progetto Predappio è stato istituito, come si è detto, attraverso una convenzione approvata, prima della avvenuta sottoscrizione, dal Consiglio Comunale di Predappio (deliberazione n.111 del 19/12/2018), mentre la richiesta di estinzione è stata avanzata direttamente dal Sindaco “… con nota condivisa dalla Giunta del Comune di Predappio nella seduta del 7/11/2019…”. Dunque risulta del tutto improprio che il Sindaco abbia agito al di fuori dell’iter e delle competenze previste dalla legge trasformando quella che poteva essere una semplice proposta, come tale priva di immediata efficacia, in una vera e propria disposizione, che risulta pertanto del tutto illegittima, in quanto non preceduta dalla necessaria decisione del Consiglio Comunale. 
Invece di proporre, come si sarebbe dovuto, un atto deliberativo, il Sindaco, nella seduta consiliare del 20 novembre, ha effettuato una breve comunicazione, peraltro non inserita neppure nell’ordine del giorno, senza dare la parola a nessuno, ribadendo argomenti privi di fondamento e trattando un tema di così ampia portata come fosse un’inezia.

2) Nella nota surrichiamata il sindaco Canali sostiene che “L’intero progetto…, nei suoi contenuti, è stato completamente cassato dalla Soprintendenza di Ravenna”. Inoltre sostiene che il Comune condivide “… le linee di indirizzo espresse dalla Soprintendenza, e completamente opposte, rispetto a quelle finora rappresentate dal progetto Museale dell’Istituto Parri…”.
Riguardo a ciò occorre precisare che non vi è traccia alcuna di decisione formale da parte della Soprintendenza e dunque che il Sindaco svolge le sue deduzioni sul contenuto dell’incontro svoltosi fra progettisti, RUP e funzionari della Soprintendenza il 29 ottobre, esclusivamente sulla base del resoconto redatto dallo Studio Valle Progettazioni, il quale peraltro ben testimonia il carattere informale e il taglio interlocutorio della riunione e rappresenta una sintesi non sempre chiara. Tale resoconto, a cui il sindaco fa riferimento per le sue decisioni, più che contenere specifiche e definitive disposizioni, rappresenta un insieme di valutazioni di dettaglio o indicazioni generali interessanti, ma che in nessun modo possono essere confuse con gli atti formali che supportano le fasi progettuali ed esecutive, quali quelle che devono essere sottoposte alle autorizzazioni previste dall’art. 21, comma 4, del D.Lgs. n. 42/2004.
In particolare sul Progetto Museale e sulle destinazioni d’uso il suddetto resoconto non riporta alcuna opposizione da parte dei funzionari della Soprintendenza, se non alcune raccomandazioni di carattere generale, tanto che gli stessi funzionari si sono detti disponibili “… ad un ulteriore incontro con i progettisti dell’allestimento museografico per una più dettagliata spiegazione dei flussi espositivi e delle aree allestite a Museo”, ritenendo evidentemente indispensabile che il Progetto Museale sia presentato dai suoi autori effettivi, non invitati all’incontro del 29 ottobre. Anche per quanto concerne “le linee di indirizzo” della Soprintendenza, che il Sindaco dichiara di condividere, si richiede in quale documento esse sarebbero contenute e se il Comune è in grado di esibirle.
Sempre rispetto al tema dei pareri e delle autorizzazioni va poi ricordato che l’unico atto formale della Soprintendenza risale alla nota del 30 novembre 2015 n. 10408, con la quale essa ha preso atto del Programma di Valorizzazione e delle destinazioni d’uso proposte, ed ha espresso un parere favorevole sul progetto preliminare, naturalmente rinviando alla progettazione definitiva ed esecutiva, per la quale è stato recentemente incaricato appunto un RTP coordinato dallo Studio Valle Progettazioni di Roma, l’autorizzazione prevista dall’art. 21 del D.Lgs. 42/2004.

3) Un aspetto molto importante è quello costituito dall’affermazione del sindaco che recita: “Gli allestimenti museali dovranno essere completamente riprogettati, alla luce della diversa e sostanziale impostazione che l’immobile dovrà avere”. Si tratta di un’affermazione molto grave che contraddice totalmente i contenuti del Programma di Valorizzazione dell’intervento per l’Ex Casa del fascio che è stato approvato dal Consiglio comunale all’unanimità il 29/9/2015 e che ha costituito la base per l’ottenimento dei noti finanziamenti da parte della Regione Emilia-Romagna e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo, nonché per il trasferimento della proprietà dal Demanio dello Stato al Comune, trasferimento avvenuto ai sensi di uno specifico accordo di valorizzazione, sottoscritto dal Comune di Predappio, dal Segretariato Regionale per l’Emilia-Romagna del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo e dall’Agenzia del Demanio, Direzione Regionale dell’Emilia-Romagna. Evidentemente imporre una revisione sostanziale delle destinazioni d’uso comporta l’accettazione di possibili conseguenze sul piano amministrativo e finanziario.

4) Non comprensibile è l’ulteriore presa di posizione del sindaco Canali riguardo all’impiego del contributo di € 85.000 erogato con la procedura dell’Art Bonus da Romagna Acque Spa al Comune di Predappio e dallo stesso trasferito al Centro d’Iniziative Progetto-Predappio. Il sindaco infatti sostiene che tali fondi possono essere spesi solo per acquisto di materiali di allestimento, non tenendo in alcuna considerazione la scheda pubblicata sul sito di Art Bonus, la quale recita: “Il quadro elaborato in sede di progettazione museografica presenta le seguenti attività: progettazione, ricerca scientifica, acquisizione materiali, soluzioni tecniche multimediali e allestimento espositivo”, scheda che è inserita nella Categoria B per la “progettazione ed allestimento museale”, ed alla quale il contributo erogato fa esplicito riferimento. Non solo: l’apposita convenzione sottoscritta da Comune di Predappio e da Romagna Acque per l’erogazione del contributo cita testualmente la proposta del Comune di impiegare i fondi “… a interventi sulla Progettazione preparatoria per la realizzazione dell’allestimento museale”.
Dunque la destinazione dei fondi alla realizzazione di un programma di ricerca finalizzato alla definizione dei contenuti ed alla progettazione esecutiva dell’Esposizione, con l’incarico a professionisti e ricercatori del settore, è pienamente legittima e del tutto immotivata la richiesta del sindaco di restituzione del contributo. L’osservazione poi sull’assenza di provvedimento deliberativo per il trasferimento dei fondi alla Ser.In.Ar. risulta anch’essa priva di fondamento (deliberazione di Giunta 67 del 18.4.19). Basti al riguardo citare l’art. 3, punto 3), della Convenzione fra Comune e Ser.In.Ar. laddove recita: “Concorrere alle fasi successive della progettazione dell’Esposizione Permanente con particolare riferimento ai contenuti storici, informativi e comunicativi, nonché alle opzioni di carattere tecnologico, in coerenza con l’esistente Progetto Scientifico e Museografico, gestendo rispetto a ciò attività di ricerca, di redazione e compilazione di materiali generali e specifici ed eventualmente la fase di allestimento museale. La progettazione architettonica e ingegneristica, la direzione lavori e l’intervento strutturale inerenti all’Ex Casa del Fascio e dell’Ospitalità rimangono di competenza esclusiva del Comune di Predappio”.

5) Ultimo aspetto è costituito dalla annotazione del sindaco sul presunto carattere insoddisfacente delle risposte da parte di questo organismo alle richieste dell’Amministrazione comunale, la cui puntualità è al contrario documentabile dalla corrispondenza relativa.
Peraltro, a testimonianza della puntualità del nostro lavoro, non ci possiamo esimere dal ricordare la nostra richiesta più volte informalmente espressa ed inoltrata anche formalmente, con l’invito alla nomina da parte del Comune di propri rappresentanti nel Consiglio Direttivo di Progetto Predappio, alla quale si è purtroppo risposto sempre in modo dilatorio.
Premesse le suddette osservazioni, a parere del Consiglio Direttivo di Progetto Predappio le comunicazioni del Sindaco di Predappio risultano viziate sotto diversi profili che rischiano di inficiare la loro stessa efficacia, anche in considerazione del fatto che, come si è dimostrato, non si rilevano ragioni valide intervenute di recente che motivino il recesso unilaterale del Comune dalla Convenzione stipulata con Ser.In.Ar. Scpa.
Altra cosa invece sarebbe se il Comune di Predappio e Ser.In.Ar. Scpa concordassero lo scioglimento della convenzione con annullamento dei suoi effetti futuri. In questo caso, tutt’altro che auspicabile, sarebbe comunque improponibile la restituzione dei fondi utilizzati e dovrebbero essere trasferiti solo i residui, con adeguato rendiconto di spesa, se non già destinati con determinazioni formali.
Dopo l’assunzione della grave responsabilità concernente le iniziative sopra descritte, il Sindaco Roberto Canali ha chiesto a SER.IN.AR. di azzerare tutti i contratti di collaborazione in essere attivati su proposta di Progetto Predappio, cosa che è avvenuta il 20 novembre.
In conclusione di quanto finora denunciato, il Consiglio Direttivo di Progetto Predappio, la cui esistenza non è stata a tutt’oggi formalmente messa in discussione, ribadisce la validità della convenzione in essere, la correttezza e la qualità dell’attività svolta e la gravità delle iniziative intraprese, che rischiano di produrre un arretramento della progettualità messa in campo in questi anni a Predappio e dei suoi importanti risultati».

Il Consiglio Direttivo di Progetto Predappio