Consiglio Comunale Forlì

«Lo scorso 29 luglio la maggioranza di centrodestra, cavalcando la vicenda di Bibbiano, ha presentato al Consiglio comunale una mozione per chiedere l’istituzione di una commissione di indagine sul sistema degli affidi del Comune di Forlì. Di fronte a quella richiesta il centrosinistra non ha espresso contrarietà, chiedendo solo che il Consiglio potesse prendersi il tempo necessario per individuare lo strumento più adeguato a svolgere una azione informativa senza creare allarmismi e senza “mettere alla gogna” i validi operatori del Comune. In risposta, dalla maggioranza sono venuti una serie di interventi allarmistici, che hanno enfatizzato l’assoluta urgenza di procedere alla istituzione della commissione, quasi lasciando intendere che gli illeciti si stessero svolgendo sotto i nostri occhi.

Successivamente al voto del 29 luglio, per settimane della commissione affidi non si è più parlato, in sorprendente contraddizione con la fretta e l’enfasi con cui era stata costituita.
Solo il 16 settembre la maggioranza ne ha finalmente votato il regolamento, attribuendole poteri e competenze sostanzialmente identici a quelli delle commissioni permanenti già esistenti (il che rende incomprensibile perché si siano persi 50 giorni per crearne una speciale). Dopo il 16 settembre la neonata Commissione ha svolto tre sedute, durante le quali finalmente si è potuto entrare nel merito, attraverso audizioni degli operatori del Comune, analisi dei dati sugli affidi, valutazioni delle segnalazioni e colloqui con le associazioni che si occupano di accoglienza dei minori in affido.

Da questi approfondimenti non è emersa alcuna anomalia, mentre si è chiarito che molte segnalazioni riguardavano casi sui quali si erano già pronunciati, in primo grado o in appello, i tribunali competenti. Dopo la terza seduta, svoltasi il 16 ottobre, improvvisamente la Commissione affidi ha smesso di riunirsi e da oltre un mese non è ancora stata fissata una nuova convocazione. Perdurando il silenzio, lo scorso mercoledì il consigliere Calderoni ha chiesto in Consiglio comunale chiarimenti sull’interruzione dei lavori. In visibile imbarazzo, la maggioranza ha eluso la questione, trincerandosi dietro un vizio di forma nella presentazione della interrogazione. Rimangono così senza risposta domande apparentemente semplici: che fine ha fatto la commissione affidi? Perché non si riunisce da oltre un mese? Come mai si è passati da un allarmismo esasperato, che in estate ha generato comprensibili timori anche fra la cittadinanza, al quasi disinteresse per la questione?

Mettendo in fila i fatti, è ormai impossibile non pensare che l’approccio e la gestione della vicenda da parte della maggioranza siano stati fondamentalmente strumentali, con una maggiore attenzione alla propaganda politica che a trattare la questione con la delicatezza necessaria. Ora siamo noi a chiedere che si stringano i tempi, che la Commissione venga riconvocata al più presto e che si lavori con celerità e buona lena per arrivare nei tempi previsti (metà dicembre) alle conclusioni. Sarebbe incomprensibile infatti chiedere proroghe dopo che un terzo del tempo stabilito per i lavori è stato perso senza ragione plausibile.
Questo perché è giusto che dopo mesi, i nostri concittadini ricevano le doverose assicurazioni sul corretto funzionamento dei servizi, che la professionalità e la bravura degli operatori del Comune venga riaffermata pubblicamente e che le famiglie e i bambini siano tolti dal fascio di luce mediatica che ha accompagnato tutta la vicenda».

I gruppi consiliari di centrosinistra Forlì e Co., PD, Misto-Italia Viva