I due Matteo, i gruppi di pressione e la politica

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Anch’io sono fra quelli che considera l’inchiesta della magistratura sulla Fondazione Open di Matteo Renzi un’operazione che non porterà a nulla, come quasi tutte le altre in questo campo: mi sembrano accuse molto difficili da provare, che di solito sono smontate puntualmente nelle aule dei tribunali. I gruppi di pressione esistono e cercano di comprare i politici: cose sempre esistite. Matteo Renzi non fa mistero di queste pressioni e del fatto che esse si manifestino con bei gruzzoletti di finanziamenti.

Salvini è più reticente: ma il costume è lo stesso. Quello che che semmai andrebbe segnalato non è un reato, ma una responsabilità: Renzi e Salvini sostengono che, nonostante i soldi affluiscano più o meno copiosi nelle casse di Fondazioni o Partiti, la linea politica la dettano loro. Ma davvero qualcuno può credere che se, un industriale interessato al business della cementificazione ti dà dei soldi, tu, per bilanciare, te la puoi cavare dando rilievo ad un sindaco che ha bloccato (meritevolmente) una speculazione in un comune, e perciò mostrarti immacolato e green quanto basta per la retorica del momento? Non mi sembra credibile.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.