Festa finita

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Dieci anni fa, nella mia città, si decise una cosa mai tentata prima: collegare la memoria civica – il 9 novembre, giorno della liberazione da parte dell’VIII Armata inglese, nel 1944 – con la memoria dei nuovi italiani. Agli stranieri che concludevano il complicato iter della cittadinanza, fino ad allora, il perfezionamento della domanda era comunicato con una lettera in burocratese che sembrava una multa.

L’idea fu allora quella di accogliere i nuovi italiani come deve fare una patria: dando loro la bandiera e la costituzione. E di farlo nel giorno più significativo per la storia recente della città, il 9 novembre, nella casa comunale. Così, vecchi e nuovi cittadini avrebbero legato alla stessa data la loro memoria pubblica e privata.

Non so se negli anni più recenti la festa della cittadinanza avesse perduto lo smalto delle origini. Può darsi. Ma certo cancellarla, come ha fatto la giunta attuale, sancisce la fine di un sogno umanitario e patriottico. Una cosa unica nel suo genere, troppo sofisticata per i tempi di ferro in cui viviamo. Peccato.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.