Festa dell’Unità nazionale a Tredozio. Vietina: “Solennità da rafforzare”

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Si è tenuta questa mattina a Tredozio la celebrazione della Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il sindaco Simona Vietina è intervenuta ringraziando la cittadinanza, le autorità militari, civili e religiose per la “presenza a questa celebrazione che, dal 1919, ha attraversato un secolo di storia italiana: dall’età liberale al Fascismo, fino all’Italia repubblicana”.

Il primo cittadino di Tredozio ha poi ricordato il 4 novembre del 1944, quando “un fante, un marinaio, un aviere e un partigiano salirono la scalea dell’Altare della Patria per rendere omaggio al Milite Ignoto. Fu quella la prima cerimonia della nuova Italia, in piena guerra di Liberazione, con il territorio ancora occupato e diviso. Un momento che celebrò i valori di un popolo che sentiva di essere Nazione, desiderava difendere l’integrità della Patria, l’autorità e l’indipendenza delle sue istituzioni. Ho voluto ricordare l’origine storica di questa Giornata dell’Unità Nazionale nella quale l’Italia repubblicana si stringe attorno alle sue Forze Armate, nel ricordo della Grande Guerra, della Vittoria del 1918, perché il 4 novembre deve rimanere, anzi, deve rafforzarsi come solennità civile della Repubblica. Tutti noi abbiamo il dovere di trasmettere il significato di questa festa alle giovani generazioni, per consentire alla comunità nazionale di celebrare i propri valori partendo dal ricordo degli eroi e delle battaglie della nostra storia risorgimentale. Perché questo non può andare disgiunto dal patrimonio di cultura, di lingua, di arte che ha cementato il popolo italiano, che lo ha portato ad essere libero e unito dopo aver attraversato capitoli bui della propria storia ed essersi rialzato con forza e orgoglio. Quello stesso orgoglio – rimarca Vietina – che proviamo davanti alle gesta e all’esempio che i tanti militari italiani hanno sfoggiato nelle vicende del nostro Paese e nelle missioni internazionali e che ispirano ancora oggi il personale delle Forze Armate, al quale va la riconoscenza di tutto il Paese per il contributo fornito alla sicurezza della comunità nazionale e internazionale.

“L’Unità – prosegue la deputata di Forza Italia – si esprime nella sua più compiuta forma quando ci conduce oltre il suo perimetro; verso orizzonti più ampi. Penso all’Europa: il nuovo confine che dobbiamo darci insieme, senza smarrire le nostre radici ma facendo appunto dell’unità che oggi celebriamo, un valore proprio del nostro popolo ma anche una opportunità esterna alle nostre dimensioni, pronta ad essere colta. C’è una nuova comune identità da costruire, in cui l’Italia – forte della sua storia – può mettere a frutto le sue potenzialità e far valere il suo contributo di nazione indipendente e pienamente partecipe del concerto delle nazioni europee. Di questa visione e di questo impegno le Forze Armate costituiscono una delle più importanti e innovative espressioni nel presente. Sulla base dei compiti loro attribuiti nel seno delle grandi organizzazioni internazionali e in primo luogo dell’Unione Europea, di cui l’Italia è partner consapevole e attivo, esse sono protagoniste di una strategia di sicurezza fattasi sempre più aperta alle esigenze di un mondo investito da profondi mutamenti”.

“Fare memoria non significa semplicemente ricordare quanto accaduto perché non avvenga nuovamente – ancora il sindaco di Tredozio – Fare memoria significa soprattutto riconoscere il valore di quell’intuizione umana che è capace di cambiare il corso della storia e che viene fissata come nuovo punto di partenza. Fare veramente memoria deve significare impegnarsi affinchè tutto ciò non succeda ancora ed è importante l’impegno di ognuno di noi anche nella vita di ogni giorno, importante riconoscere il valore anche delle parti opposte alla nostra ed evitare i contrasti inutili, posti in essere solo per affermare le nostre personali convinzioni senza neppure valutare se siano condivise… Pensiamo al bene comune veramente e facciamolo con l’apertura e la mediazione delle idee degli altri, cerchiamo di comprenderci anche come gesto d’amore nei confronti del prossimo – conclude Simona Vietina – perchè i valori si veicolano soprattutto con l’esempio e i valori di pace si veicolano accantonando anche i conflitti quotidiani”.