Con questo testo termina la pubblicazione delle parti salienti del libro “1944: il passaggio del fronte dai diari e dalle memorie dei parroci di Barisano, Malmissole, Poggio, Roncadello, San Giorgio” a cura di don Antonino Nicotra, Mario Proli e Gabriele Zelli, Edit Sapim, 2019 (nella foto il gruppo di lavoro che ha portato avanti il progetto).

Vengono riportate di seguito alcune parti del diario scritto da don Carlo Zoli, parroco di San Giorgio, nel periodo che va dal 16 novembre al 31 dicembre 1944. Si richiama l’attenzione dei lettori al testo del volantino distribuito dallo stesso parroco il 26 dicembre 1944, con il quale invita gli uomini ad una conferenza per il successivo 31 dicembre per valutare come fare a “prendere il nostro posto di lavoro e di responsabilità” per portare avanti un’opera di rinnovamento, dopo che “abbiamo subìto il disastro di una guerra rovinosa, perché gli uomini si sono dimenticati di essere cristiani e sono diventati come belve”.

Il libro, l’omonima mostra fotografica e il film documentario “1944: Noi c’eravamo” a cura di Fabio Blaco sono il frutto di un lavoro collettivo che ha impegnato i Comitati di Quartiere di Barisano, Malmissole, Poggio, Roncadello, San Giorgio, l’Unità Pastorale delle stesse località. In particolare ha potuto contare sulla collaborazione di Ilenia Agorini, Mattia Arfelli, Alessandra Artusi, Manuela Asioli, Gianluca Assirelli, Massimo Bartali, Sara Biguzzi, Moris Bresciani, Fabio Blaco, Lorena Bovino, Nadia Camorani, Flavia Campacci, Barbara Casadei, Milena Comandini, Sara Conficconi, Daniele Cortesi, Andrea Donori, Marilena Fantini, Livia Gazzoni, Piero Ghetti, Marino Mambelli, Cristina Mingozzi, Graziano Mingozzi, Marco Nardini, don Antonino Nicotra, Mario Proli, Archildo Ravaglia, Roberta Ravaioli, Matteo Sansoni, don Franco Zaghini, Gian Luca Zattini, Gabriele Zelli.


16 novembre 1944. Granate tedesche continuano a cadere su Forlì e sulla campagna. Questa sera hanno fatto comparsa su Forlì due apparecchi tedeschi, che il popolo chiama “le due orfanelle”, mitragliando e sganciando poche bombe. Sono stati inseguiti dal fuoco di sbarramento dell’antiaerea inglese.

17 novembre 1944. Il Governatore del Comando Alleato concede di preservare le canoniche di San Giorgio e Pieve Acquedotto dall’occupazione da parte delle truppe inglesi, in quanto vi si custodiscono i dipinti della Civica Pinacoteca. Sulla porta d’ingresso delle canoniche medesime viene posto un avviso su un cartello con la dicitura: “Out of bounds to trooops”.

19 novembre 1944 – Domenica. Riprende l’orario normale dei giorni festivi con Messe alle 8 e 11 – Funzione pomeridiana alle ore 15.30 – Molti i fedeli intervenuti anche dalle parrocchie vicine prive delle Chiese. Giungono a San Giorgio sfollati da Villafranca ove i bombardamenti rendono la vita impossibile. Campanile e Chiesa di Villafranca distrutti dalle mine tedesche.

23 novembre 1944. Nella notte granate tedesche sono cadute in territorio della parrocchia. È andata quasi totalmente distrutta la casa ad un piano solo della famiglia Rubboli che si è salvata miracolosamente perché levatasi dal letto pochi istanti prima, svegliata dallo scoppio di una granata caduta nei pressi della casa stessa. Ora ha preso alloggio provvisorio presso la famiglia Ravaglia.

27 novembre 1944. Da una prima statistica risulta che le Chiese danneggiate in Diocesi sarebbero fin’ora 54. Da oggi e per tutta la settimana al mattino si celebrano due Messe per commemorar l’ottavario dei Morti.

29 novembre 1944. Incomincia questa sera alle 16 la Novena della Immacolata Concezione. Si fanno preghiere in primo luogo per ringraziare la Madonna del singolare privilegio a noi toccato di avere salva la nostra Chiesa e tutta la parrocchia; poi per implorare la pace e perché cessi anche per i nostri molti fratelli il flagello della guerra. [Un maggiore dell’esercito americano, al seguito dell’Ottava Armata, viene in canonica per un sopralluogo, essendo incaricato di sorvegliare le opere d’arte. Gli riferisco quanto è accaduto durante il passaggio dei tedeschi. L’ufficiale mi dice che sulle carte di rotta della aviazione militare alleata la canonica di San Giorgio era contrassegnata con un segno particolare, come luogo da rispettare perché rifugio di opere d’arte e un apparecchio doveva sorvegliare perché la canonica e la chiesa restassero immuni ai colpi delle artiglierie, a meno che i tedeschi non ne avessero usato come osservatorio e per scopi militari. Ecco quindi spiegato il motivo dell’apparecchio che il giorno 25 ottobre sorvolò per molto tempo sulla chiesa mentre cadevano le granate dirette al crocevia di San Giorgio].

30 novembre 1944. [Le case della parrocchia rigurgitano di truppe alleate d’ogni colore: indiani, indocinesi, polacchi, canadesi, australiani, neozelandesi, inglesi, scozzesi, sud-africani della Beciuania e del Basutoland, ebrei della Palestina, ecc. Automezzi d’ogni specie sono sparsi un po’ dovunque nei campi, nelle strade, nelle aie dei contadini. Tutte le strade sono trasformate in lunghi depositi di munizioni, di proiettili d’ogni calibro e centinaia di camion vanno e vengono caricando e scaricando. Le strade non adatte per il passaggio continuo di autocarri, carri armati, jeep, autoblinde, artiglierie motocorazzate, e perciò si trasformano presto, causa anche la pioggia, in fango e buche].


3 dicembre 1944 – Domenica. Alle 9.30 è stata celebrata una Messa nella Cappella del Cimitero parrocchiale per commemorare tutti i fedeli defunti. Al termine della Messa han fatto seguito le esequie per i morti ivi sepolti. Ha preso alloggio in canonica Luigi Grecchi di Milano, soldato al seguito di un reparto munizioni in qualità di interprete; nella camera attigua alla canonica ha preso posto un Capitano inglese, comandante dello stesso reparto addetto al deposito munizioni. Tutte le strade della parrocchia e quelle vicine si trasformano in lunghe file di casse e proiettili che vengono scaricate da centinaia di autocarri. [L’ufficio del comando viene installato nella casa Pani, la cucina nella casa Godoli].

9 dicembre 1944. Nel rinvenire un piccolo proiettile tedesco il giovane Lombardi Gino è rimasto ferito alla faccia per l’esplosione improvvisa. Non sembra cosa grave e speriamo non abbia conseguenze. [È stato curato dal medico indiano].

10 dicembre 1944. Alle ore 17 sono apparsi su Forlì quattro apparecchi tedeschi che hanno sganciato bombe ad alto esplosivo. È andata completamente distrutta da una sola bomba la Chiesa di San Biagio dei Salesiani. Nulla si è salvato anche il campanile è scomparso. Il parroco è salvo. Vi sono vittime [18] fra le quali il salesiano Don Agostino Desirello. Un’altra bomba è caduta in via Diaz distruggendo totalmente il Palazzo Merenda e Prati. Grande spavento per queste incursioni pazze e diaboliche. Due apparecchi sono stati abbattuti dalla contraerea; gli aviatori sono deceduti: fra di essi due erano di Forlì: uno il tenente pilota Venturi Giuseppe, già residente sino all’ottobre scorso in via Diaz. Era fascista facente parte della Guardia Nera. Il fatto ha suscitato in tutti la più viva indignazione. [Gli aviatori catturati e deceduti non rispondono ai nomi fatti: perciò è stato smentito che uno di essi fosse il tenente Venturi].
Un’altra bomba è caduta al principio di via dei Mille senza esplodere, ma procurando ugualmente vittime. Si tratta di bombe grossissime di molti quintali.

12 dicembre 1944. Nella notte è tornato, fuggendo dal campo di concentramento francese in Algeria, il parrocchiano Cimatti Gino, in servizio prima dell’8 settembre 1943 nelle officine aeronautiche in Tunisia. Quindici giorni ha impiegato nel viaggio partendo da Orano (Algeria) su una nave americana e sbarcando a Livorno: ha viaggiato in divisa americana. A mezzo suo abbiamo potuto avere notizie fresche di altri amici prigionieri.

14 dicembre 1944. Sotto le macerie della Chiesa di San Biagio è stata rinvenuta la salma del Salesiano Prof. Don Agostino Desirello. I Salesiani ora hanno preso sede presso il palazzo già della GIL in Via dei Mille dove da qualche tempo funziona l’Ospedale “Don Bosco” retto pure dai Salesiani. [L’Ospedale “Don Bosco” fu fondato per iniziativa del Direttore dei Salesiani Prof. Don Pietro Garbin in data 27.09.1944 allo scopo di ricoverare i molti ammalati e sofferenti e profughi che non possono essere accettati per il numero rilevante, nell’Ospedale Civile. In seguito fu trasformato da un ospedale militare a ospedale da campo, il n. 92]. Come Chiesa parrocchiale viene utilizzata la Chiesa del Buon Pastore.

16 dicembre 1944. È stato amministrato il Sacramento del Santo Battesimo alla neonata Pane Franca di Michele nata il 10 corrente. Si è costituito in parrocchia un comitato per trattare le questioni relative a materiale e bestiame depredato dai tedeschi e lasciato presso altre famiglie. Ogni partito ha un rappresentante: Partito del Lavoro: Gardella Renato; Partito Comunista: Maiolani Romeo; Partito Repubblicano: Gelosi Aldo. È stato richiesto al parroco un rappresentante per il Partito Democratico Cristiano. Si provvederà in merito. [È stato proposto: Siboni Luigi].

18 dicembre 1944. Il Governatore alleato ha nominato il Sindaco di Forlì nella persona di Franco Agosto [comunista]. È stata pure costituita la Giunta Municipale. A rappresentare il Partito Democratico Cristiano sono stati chiamati il Com. Nullo Borini e il sig. Giulio Zampighi. [Vice-sindaci: Comm. Nullo Borini del Partito Democristiano; Silvio Zavatti del Partito Repubblicano. Ufficiale di Stato Civile: Giulio Zampighi del Partito Democristiano].

19 dicembre 1944. La sezione Deposito munizioni si è trasferita da San Giorgio sulla Strada Statale Forlì-Ravenna nei pressi dell’Ospedaletto, essendo insufficienti le nostre strade e mal ridotte per il molto traffico. Anche l’interprete signor Luigi Grecchi, ospite in canonica, ha lasciato la nostra casa per prendere alloggio altrove. Abbiamo rimasto di lui un’ottima impressione, essendo un buon giovane sotto ogni rapporto. È anche un bravo letterato e scrittore di romanzi e novelle. [Ha promesso che è sua intenzione celebrare il matrimonio nella nostra Chiesa].

22 dicembre 1944. Anche questo anno è stato allestito il presepe al solito posto, ma in dimensioni più piccole, per una maggiore luminosità, non essendoci la luce elettrica.
Domenica scorsa giungeva a Forlì dal Vaticano un rappresentante della Santa Sede [Mons. Ferdinando Baldelli, presidente della P.C.A. – Pontificia Commissione di Assistenza ai Profughi] per impiantare anche a Forlì un Segretariato per l’assistenza ai profughi e bisognosi in collegamento con la medesima Opera Pontificia. Vi era anche il nostro concittadino Mons. Tondini. Un autocarro della Città del Vaticano lasciava in deposito all’Ospedale Don Bosco dei Salesiani un primo carico di coperte di lana; pacchi di medicinali e numerose buste di messaggi trasmessi da civili e soldati all’Ufficio Notizie del Vaticano. Abbiamo potuto sapere che il Santo Padre nel Comune di Roma (alla periferia del centro urbano) fa distribuire ogni giorno 60.000 minestre, mentre nell’Urbe ha fatto mobilitare Sacerdoti, Religiosi, Suore e membri di Azione Cattolica per distribuire minestre e viveri in tutti i quaranta rioni.

23 dicembre 1944. È comparsa la prima neve ed è aumentato il freddo, mentre in questo quinto inverno di guerra va sempre diminuendo il combustibile.

25 dicembre 1944 – Santo Natale. È stata celebrata la prima Messa alle 7.30; non si è potuto prima a motivo del coprifuoco. La seconda ha avuto luogo alle 8.30 e la terza alle 11. Molte Comunioni. Nel pomeriggio dopo la funzione i bambini e le bambine hanno recitato, come di consueto, il sermone davanti al Presepio. Erano in numero di venti. Da notare un bel dialogo detto dalle bimbe Missiroli A.M. e Diana Maiolani. Alla funzione pomeridiana la Chiesa era affollata e si è notato un consolante numero di uomini e giovani. Il parroco ha detto parole di circostanza rilevando con piacere il bel numero degli intervenuti e invitando i fedeli a frequentare la nostra Chiesa, che il Signore ci ha conservato in preferenza di altri. Particolarmente ha richiamato il dovere della santificazione della festa con l’assistenza alla Santa Messa e la frequenza al Catechismo degli adulti, che nel nuovo anno verrà ripreso dopo la sosta forzata. Durante la giornata, per iniziativa del parroco, si sono raccolte offerte per i restauri della nostra Chiesa Cattedrale, danneggiata dal crollo del campanile. Sarà il più bel omaggio devoto e filiale al nostro Eccellentissimo Vescovo nelle feste del Natale. La questua ha fruttato la bella somma di £.1100. È stata una giornata di gioia, rallegrata anche dal sole nel pomeriggio. Dopo i giorni tristi della bufera è consolante incontrarsi ancora e rivedersi. Quanto è triste invece pensare a quelle parrocchie, e purtroppo sono molte, dove la furia nazista ha distrutto la Chiesa, centro della vita spirituale delle nostre popolazioni. Per esse certo il Natale è stato meno lieto. Ringraziamo quindi ancor di più il Signore che a noi ha concesso la gioia di un bel Natale.

26 dicembre 1944 – Santo Stefano. È stato osservato l’orario delle domeniche con la celebrazione delle due Sante Messe. Anche quest’oggi dopo la funzione pomeridiana sono stati recitati nuovamente i sermoni davanti al Presepio. In occasione delle feste di Natale il Capitano inglese della Sezione Deposito munizioni ha inviato gli auguri al parroco facendogli omaggio di un pacco-dono per i bambini.

30 dicembre 1944. Nei giorni 28-30 il parroco ha compiuto una visita alle case della parrocchia per rendersi conto dello stato di salute, delle condizioni e dei bisogni dei parrocchiani dopo i giorni della bufera portata dalla guerra. Tutti raccontano delle vessazioni e ruberie subite dai tedeschi. In tutte le case sono rimasti i segni della invasione. Si notano nei campi i segni delle granate abbastanza numerose, ma tutte le case sono per grazia di Dio illese. Le truppe di occupazione e di liberazione hanno recato danni nell’asportare legna di ogni specie, anche i pali dell’energia elettrica; le strade sono diventate impraticabili per il molto traffico di automezzi e carri armati pesanti; i ponti sono tutti sconnessi; lungo le strade enormi depositi di munizioni. Tuttavia nessuno si lamenta del trattamento; poiché in parrocchia finora le truppe passate hanno usato verso la popolazione un trattamento educato. I ragazzi quest’anno hanno avuto la soddisfazione di mangiare a volontà cioccolato e caramelle offerte loro dai soldati inglesi. Il parroco, come sempre, è stato accolto molto cordialmente da tutti. Nell’occasione ha rivolto agli uomini e giovani un particolare invito per una Conferenza che sarà tenuta in canonica domenica prossima, sui problemi attuali circa la ricostruzione della vita sociale dopo la guerra.
Questo è il testo del volantino con l’invito alla Conferenza a cui fa riferimento don Carlo, datata 26 dicembre 1944:

Invito ai miei uomini
Dopo le tante rovine prodotte dalla guerra, possiamo dire che tutto è da rifare: è necessario non solo ricostruire le case e le fabbriche, ma anche organizzare con nuovi sistemi la vita sociale e dare un nuovo indirizzo alla educazione morale della nostra gioventù e del nostro popolo. Tutti siamo chiamati in quest’ora grave a portare un efficace contributo alla risurrezione della nostra Patria. Credo perciò opportuno un incontro con voi, o miei diletti uomini, per illuminare un poco le nostre menti sulle idee che devono guidarci nell’opera di rinnovamento e ricostruzione. Alla base di tutto il nuovo edificio sociale devono stare i valori morali e religiosi.
Il Vangelo è e sarà sempre la più bella scuola di carità, di giustizia e di fratellanza. Se abbiamo subìto il disastro di una guerra rovinosa è perché gli uomini si sono dimenticati di essere cristiani e sono diventati come belve. Si è voluto agire senza la fede ed ecco il risultato: tutto è perduto e tutto bisogna ricostruire. Non con l’odio si riedifica: l’odio distrugge, l’amore costruisce. Oggi più che mai c’è bisogno di amore, cioè di Cristianesimo. La nostra Parrocchia, che nell’ora della bufera, per bontà di Dio, è stata privilegiata, non deve essere ultima in quest’opera di rinnovamento, e anche noi dobbiamo saper prendere il nostro posto di lavoro e di responsabilità. Pertanto aspetto domenica prossima 31 corrente gli uomini e i giovani di buona volontà ad una conferenza che avrà luogo in canonica alle ore 14. Con l’augurio che il nuovo anno ci porti il dono inestimabile di una pace duratura, vi benedico tutti con grande affetto. Il vostro aff.mo parroco Sac. Carlo Zoli

31 dicembre 1944. Anche per i più bisognosi della nostra parrocchia è stata fatta richiesta di indumenti al Segretariato Diocesano della Pontificia Commissione Assistenza profughi. I Salesiani incaricati hanno risposto generosamente alla richiesta dando al Parroco un certo quantitativo di calze e maglie, che il parroco personalmente ha subito fatto pervenire ai ragazzi più bisognosi.
La carità del papa ha prodotto la più salutare impressione nei beneficiati e nei parrocchiani. È il miglior mezzo per andare incontro alle anime. Le popolazioni si conquistano coi fatti e non con le parole. I ragazzi beneficiati pregano per il Santo Padre.
Nel pomeriggio alle ore 14 ha avuto luogo l’annunciata Conferenza per gli uomini e giovani tenuta dal signor Dottor Giulio Montanari, Democratico Cristiano, membro del Comitato di Liberazione Nazionale di Forlì. Sono intervenuti più di sessanta tra uomini e giovani, senza distinzione di idee politiche. L’oratore, ascoltato e seguito attentamente, ha parlato della necessità di assumere ciascuno il suo atteggiamento per organizzare la vita sociale: nessuno deve disinteressarsi. I valori morali devono porsi alla base di tutto il nuovo edificio. Tutti si deve collaborare fraternamente senza malintesi e rancori di parte. Qualcuno dei presenti ha detto le proprie idee e così la discussione è stata animata e interessante. In tutti è rimasta ottima impressione. Si sono vivamente interessati anche esponenti di partiti contrari che condividono le idee cattoliche che devono essere il fermento della nuova società dopo questa guerra tragica.

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.