Massimo Bulbi

Quello di un latente ricambio dei dirigenti politici è un problema strutturale italiano, i partiti continuano a ricandidare seppur legittimamente gli stessi politici per decenni e molto spesso prima della fine del loro mandato. Pensare lodevolmente di dedicare solo una parte della loro vita agli incarichi politico amministrativi si scontra con l’oggettiva raccolta di voti e consensi. Quindi oltre che legittimo è anche politicamente auspicabile.

Certo è che correre alle elezioni come capolista o secondo, la probabilità di essere eletto quando il bacino dei voti sul territorio è quello di una grande partito, è sicura. Altrettanto certo è il fatto che sebbene ti sei auto-candidato ma alle primarie nei territori i tuoi elettori prediligono “l’usato sicuro”, la critica al mancato rinnovamento lascia il tempo che trova e la politica diventa democraticamente di professione. Nulla di illegittimo quindi ma sta di fatto che per i partiti e buona parte dei loro elettori il rinnovamento risulta un tabù.

È il caso che prendo in considerazione oggi e quello del romagnolo Massimo Bulbi, politico di lungo corso, auto candidatosi alle imminenti elezioni regionali dell’Emilia Romagna.
Dopo aver militato nella Democrazia Cristiana e poi nel Partito Popolare e infine nella Margherita, ha contribuito alla nascita del Partito Democratico dove attualmente milita. Gli incarichi politico amministrativi lo hanno visto impegnato fin dal 1996 quando fu assessore alla Cultura della Comunità Montana dell’Appennino Cesenate. Dal 1999 al 2004 è stato Consigliere Provinciale poi dal 2004 al 2014 ha fatto due mandati come Presidente della provincia di Forlì- Cesena.

Finito il suo secondo mandato a province “abolite”, nel 2014 si candida e diventa sindaco del comune di Roncofreddo. Incarico comunale che scadrà in primavera e nonostante solo nove mesi fa annunciava il suo ritiro dalla politica annunciando: “Riprendo la mia vita professionale”, tra due mesi potrebbe continuare la sua perenne attività amministrativa in regione. Una breve e doverosa cronologia degli incarichi politico amministrativi credo sia doveroso farla pure per la punta di diamante piddina nelle prossime elezioni regionali Stefano Bonaccini, 5 anni anagraficamente più giovane di Bulbi ma più vecchio politicamente visto che il suo primo incarico amministrativo risale al 1990:
– Nel 1990 è nominato assessore nel Comune di Campogalliano.
– Dal 1999 al 2006 è assessore al Comune di Modena.
– Nel 2009, è eletto consigliere comunale di Modena.
– Nel marzo 2010 è eletto consigliere regionale dell’Emilia-Romagna.
– Nel 2014 diventa Presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna.