campo di concentramento Auschwitz

Da anni nessuno può avanzare dei dubbi sul nostro impegno a fianco di Israele e del popolo ebraico, contro l’antisemitismo e ogni forma di razzismo e totalitarismo. Questi principi sono una costante in 25 anni di storia politica di Forza Italia. E con questa premessa aggiungiamo che, anche nel caso di Predappio, era auspicabile che non si strumentalizzasse una questione comunque delicata. Un auspicio caduto nel vuoto, visti commenti dei principali esponenti locali e nazionali della sinistra e addirittura dei loro nuovi alleati del M5S, che ha parlato con voce del sindaco di Roma”: commenta Fabrizio Ragni coordinatore comunale di Forza Italia e candidato forlivese per gli azzurri alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio. Sulla questione dei viaggi nei luoghi simbolo delle stragi nazifasciste Ragni aggiunge un elemento nuovo nel dibattito.

C’è strumentalizzazione in questo dibattito, ma c’è anche tanta, tantissima, ipocrisia. Visto che, rimanendo in tema di II Guerra Mondiale, alcuni amministratori comunali della nostra provincia, di sinistra, non versano da anni la loro quota parte per l’adesione ai “Luoghi della memoria”, un progetto coordinato dall’Istituto Provinciale per la Storia della Resistenza di Forlì. Ci sono sindaci che non hanno mai versato la loro quota negli ultimi 5 anni e altri che chiedono di rimodularla in base al rapporto popolazione-costi. E di questo – sindaci di sinistra che negano fondi alle iniziative dei “Luoghi della memoria” – non si parla mai abbastanza. C’è silenzio, anche in chi dovrebbe riscuotere le quote. Prevale la logica del doppio binario: tutela dell’ideologia resistenziale e difesa degli interessi politici e di partito”: aggiunge Fabrizio Ragni.

Sulla questione nazismo e Auschwitz il coordinatore comunale di Forza Italia cita, letteralmente, le parole di Silvio Berlusconi: “L’Olocausto è stata una tragedia, il male assoluto, sul quale non è tollerabile alcun revisionismo, negazionismo o sottovalutazione”.
Detto questo – aggiunge Ragni – è altrettanto vero che fino ad oggi amministrazioni di sinistra ed enti e associazioni da loro delegati per realizzare progetti di studio/formazione/informazione con le scuole nella nostra provincia hanno ignorato di trattare temi altrettanto importanti nella storia del 900 come le Foibe o gli scontri fratricidi scoppiati tra gli stessi italiani dopo l’8 settembre e nel finale del conflitto. Pensiamo all’eccidio di Porzûs, per esempio, con diciassette partigiani “bianchi” della Brigata Osoppo, formazione di orientamento cattolico e laico-socialista, da parte di un gruppo di partigiani “rossi” e gappisti appartenenti al Partito Comunista Italiano. Contro questa oleografia resistenziale, la proposizione di una visione storica-politica a senso unico, è necessario davvero aprire un dibattito non soltanto a livello provinciale, ma pure regionale e nazionale. E sarà nostro proposito promuoverlo, anche con iniziative culturali”: conclude Fabrizio Ragni.