casa artusi

Che l’Artusi manuale abbia viaggiato in tutto il mondo, nelle valigie dei migranti italiani e che sia stato tradotto in tante lingue del mondo è cosa nota. Ma chissà se l’Artusi uomo avrebbe immaginato che le ricette della sua cucina domestica sarebbero state tradotte addirittura in giapponese!

Succede così che grazie a un progetto di traduzione fortemente voluto dalla professoressa Hiroko Kudo, sostenuto da Casa Artusi, dalla Regione Emilia-Romagna (Promozione Culturale all’estero) e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Artusi parla la lingua del Sol Levante. La presentazione dell’uscita del Manuale pubblicato dalla casa editrice Heibonsha Limited è avvenuta in Giappone in occasione della IV Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, nell’ambito di un progetto di promozione culturale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, dal significativo titolo “Artusi parla Giapponese”. Un evento di rilievo in una terra come quella giapponese con una profonda cultura del cibo tanto da avere la propria cucina tutelata dall’Unesco.

Il clou della presentazione, davanti a una nutrita platea giapponese, si è svolto all’Istituto Italiano di Cultura (ICC) di Tokyo, grazie alla collaborazione del Direttore Professor Paolo Calvetti. Fra i relatori la responsabile della traduzione, la professoressa Hiroko Kudo, le due traduttrici, Kazuko Nagamoto e Hiroko Nakamura, e Alberto Capatti direttore scientifico di Casa Artusi. Il professor Capatti nella sua lezione magistrale ha sottolineato come “un lavoro di questo genere va ben oltre la mera traduzione, andando a promuovere la cucina artusiana e il nostro territorio grazie a tutti i giapponesi che lo leggeranno e che ne faranno rivivere le ricette”. Dunque, un nuovo tassello alla cultura gastronomica e della cucina italiana, già emblema nel made in Italy nel mondo.

Sempre nei giorni scorsi, alla Chuo University di Tokyo, alla Doshisha University di Kyoto e all’Istituto Italiano di Cultura si sono svolte conferenze e workshop sulla sfoglia fatta a mano e sui prodotti certificati della regione Emilia-Romagna, curati da Carla Brigliadori, responsabile della Scuola di Cucina di Casa Artusi e dalla Presidente di Casa Artusi Laila Tentoni che ha guidato la piccola delegazione italiana.

La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene in ideogrammi giapponesi – spiega la Presidente Laila Tentoni – è un’impresa titanica, l’ulteriore conferma di quanto il manuale artusiano sia un caso editoriale unico, e possa rappresentare, a pochi mesi dal bicentenario della nascita del padre della cucina domestica italiana, il Miglior Ambasciatore per valorizzare la straordinaria ricchezza culturale ed enogastronomica del nostro territorio”.