Articolo Uno Mdp

«A distanza di sei mesi dalle elezioni, nella seduta del consiglio di mercoledì scorso si è finalmente, per la prima volta, sentito parlare di programma da parte della nuova Amministrazione di Forlì. Sentito parlare, diciamo, perché la vacuità, la genericità, la sostanziale continuità con l’Amministrazione uscente in molti ambiti non si sovrappone alla roboante prosopopea con la quale la campagna elettorale della compagine di centro-desta aveva seppellito la città. La rottura che la giunta Zattini aveva promesso, il significativo cambio di passo, il ‘cambiamento’ non traspare in nessuno dei punti programmatici del sindaco Zattini. La pochezza delle idee, l’appiattimento sulle scelte delle amministrazioni uscenti, l’enfasi sul giustizialismo e sulla vuota retorica della tolleranza zero sono le cifre di un amministrazione confusa e incapace di segnare una significativa differenza dal passato.
Quale che sia la visione di questa giunta per la Forlì del 2030, è ignoto a tutti, e soprattutto a loro.

La giunta Zattini si impegna a garantire alle donne forlivesi il ‘diritto a non abortire’. Questo diritto è garantito dalla Costituzione e dalle politiche di welfare che le precedenti Amministrazioni hanno saputo portare avanti in accordo con Regione e Stato. La garanzia che la Repubblica e di conseguenza la città di Forlì deve dare alle donne è quella sancita dalla legge 194, oggi messa in pericolo dalla presenza di una quota inaccettabile di medici obiettori nel SSN. Su economia e lavoro la giunta ha saputo esprimere solo un vuoto pneumatico di idee, mancano sia la volontà di transizione ad una economia circolare che ogni segno di attenzione a industria, distretti e lavoro, cuore del tessuto produttivo forlivese e romagnolo.

Isolamento, questa la linea espressa dalle linee programmatiche della giunta, nessun pensiero relativo ad azioni congiunte con i territori limitrofi, nessuna strategia di sistema; nessun accenno alle nuove tecnologie ne alle nuove forme di energia rinnovabile, nessun accenno alla possibilità di favorire un economia condivisa. Per quanto riguarda la questione delle imprese e dei distretti produttivi tutto tace dalle parti di Zattini, dica il sindaco cosa pensa la sua giunta sul ‘distretto della conoscenza’ correlato al tecnopolo areonautico, al polo della nautica, ai distretti manifatturieri tipici della nostra città come legno ed imbottito.
Sul lavoro, soprattutto manca qualunque tipo di riflessione, qualunque tipo di confronto che cerchi di superare logiche da massimo ribasso.

Sul clima, la totale rottura della giunta con il movimento del ‘friday for future’ dice tutto sulla sensibilità ecologica e sulla lungimiranza di questa Aamministrazione che tra le sue priorità ha messo la riduzione della zona pedonale e il ritorno delle auto sotto alla statua di Saffi. La riflessione sulla rigenerazione energetica urbana non si può limitare al recupero di aree e immobili abbandonati. Bisogna intervenire per la rigenerazione dell’intero patrimonio pubblico assieme ad un censimento degli immobili dismessi e abbandonati, per avviare percorsi di definizione partecipata di nuovi usi, di concerto ad una valorizzazione della memoria storica della città.

Su Università e studenti, stupisce la limitatezza delle proposte, dalle quali non si capisce come l’università debba essere un asse strategico per il futuro, si fa solo un grande parlare di facoltà di Medicina come se bastassero gli investimenti dell’Alma Mater a cambiare l’assetto dell’offerta formativa del polo cittadino. Ferisce la totale mancanza di sinergia con l’ateneo e la mancanza di valorizzazione dell’enorme capitale umano fornito dagli studenti.
Nel settore dell’istruzione, serve maggiore coraggio per i servizi per la prima infanzia. La Regione e i comuni limitrofi si muovono in direzione della universalizzazione dell’accesso a questi servizi e riducono o azzerano le rette, nulla di ciò si ravvisa nel programma di questa giunta, oltre alla preoccupante assenza di qualsiasi riferimento al progetto Atrium. L’assenza di visione che traspare da questo documento, inevitabilmente, condurrà Forlì alla paralisi. La nostra valutazione di queste linee programmatiche è fortemente negativa. Il nostro impegno sarà quello di operare per trovare nella città e tra le persone, una alternativa che possa dare quelle risposte che giovani, studenti, donne, famiglie, lavoratori e imprenditori si aspettano da chi governa».

Articolo Uno di Forlì