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La tutela delle donne vittime di violenza è un punto fermo delle nostre politiche”. Queste le parole utilizzate dall’Assessore Andrea Cintorino per presentare il programma coordinato dal Comune di Forlì e dal Centro Donna in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” che prende il via in queste ore con l’apertura della mostra “Un ambiguo malanno” allestita all’Oratorio di San Sebastiano in via Bufalini a Forlì, organizzata dall’Associazione Culturale il “Glicine” che sarà visitabile fino al 27 novembre. Un programma ricco di iniziative e momenti di confronto che nasce dall’unione di differenti espressioni del mondo istituzionale e associativo. Il momento culminante del programma (che si può consultare in allegato) è rappresentato dalla giornata del 25 novembre, appuntamento del calendario civile annuale dedicato alla riflessione su un argomento di grandissimo rilievo.

Non dobbiamo mai voltare le spalle a una realtà di maltrattamenti che purtroppo, ancora oggi, è presente anche nella quotidianità del nostro Comune – prosegue l’assessore Cintorino -. Stiamo parlando di fatti gravissimi per i quali occorrono misure preventive, repressive e sanzionatorie a carico di chiunque li commetta. Basti ricordare che nell’ultimo quinquennio, secondo il primo rapporto dell’Osservatorio regionale, sono 31.000 le donne che hanno denunciato violenze in Emilia-Romagna, una regione dove i tassi di violenza contro l’universo femminile sono fra i più alti in Italia, ma anche perché le donne, qui, denunciano più di frequente le violenze subite. In Italia poi, secondo l’Istat e il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, sono 4 milioni 353 mila le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale negli ultimi cinque anni, un numero davvero troppo rilevante per non correre ai ripari. La tutela dei soggetti deboli, della donna, dei bambini e degli anziani, e la sicurezza dei cittadini sono fra le priorità di questa Amministrazione. Questa Giunta si pone sempre al fianco delle vittime”.

“È un impegno che ci assumiamo a tutto campo e che si traduce in iniziative concrete per dire no a qualunque tipo di violenza e coercizione nei confronti dell’universo femminile. Purtroppo, il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, non solo fisica, ma anche psicologica, economica e culturale, è ancora in parte sommerso. A molte donne manca il coraggio di parlare e di denunciare, addirittura di chiedere aiuto. Come rappresentanti di una comunità non possiamo permetterlo. Perché denunciare, parlare, chiedere aiuto alla rete di supporto, formata da Forze dell’Ordine, istituzioni, enti locali, centri antiviolenza, associazioni, sono i primi passi per uscire dalla violenza. Ed è questo l’obiettivo a cui puntiamo con le iniziative di sensibilizzazione, le campagne informative, l’educazione a scuola. Molto è stato fatto, ma molto è ancora da fare. Credo, tuttavia, che tutti insieme, riusciremo a far prevalere una cultura del rispetto, della dignità della persona, dell’uguaglianza, contro la sopraffazione, il sopruso e la violenza. Le istituzioni sono sempre dalla parte di chi è vittima di violenza. Le donne devono sapere che anche il Comune di Forlì può e vuole aiutarle”.