VIAGGIO NEL BLU DI ROBERTO RE.

Il blu è il colore dell’infinito e dell’immensità racchiuse nella interiorità dell’animo umano. Rappresenta quello spazio dove l’immensità dell’interiorità si riflette nella immensità dell’esteriorità, fino ad equivalervisi e a confondervisi in un una illimitata direzione di possibilità. E’ questa la linea sottile che guida la mano e la mente dell’artista Roberto Re che con i suoi pennelli va alla continua ricerca di spazi evolutivi attraverso i quali realizzarsi e misurarsi. La sua vena artistica si dirige verso due linee di orizzonte che a volte si ritrovano anche a combaciare: solo la fase blu e la fase cubista, anche se quest’ultima. liberamente reinterpretata.

Il blu è uno dei colori più affascinanti proprio per quel senso di infinite possibilità che cela in sè, basti pensare all’infinità del cielo o del mare o anche dell’animo umano appunto. Marc Chagall, uno dei maggiori esponenti dell’arte russa, con il suo famoso dipinto “Il paesaggio blu”, aveva permesso a Modugno e a Migliacci di scrivere una delle canzoni più belle di sempre, quale è “Nel blu dipinto di blu”. Proprio perchè il blu non pone limiti o condizioni ma si presta ad ogni possibile variazione e declinazione.

Ma ancora prima di Chagall, gli antichi egizi nel 2200 a.C. produssero il primo colore blu da utilizzare per dipingere varie superfici. In seguito nella pittura del Medioevo e del Rinascimento il blu era quello dei lapislazzuli, un blu oltremare, proprio perchè proveniva dalle miniere dell’Asia. Era un colore prezioso e molto costoso e quindi i pittori lo utilizzavano per vestire le figure divine e sacre della CristianitàNel corso della storia dell’arte, artisti di tutte le varie epoche hanno utilizzato la moltitudine di sfumature di blu come mezzo di espressione. Anche Pablo Picasso ha avuto un “periodo blu” per circa tre anni, periodo nel quale tutti i suoi dipinti sono stati creati in tonalità di blu per riuscire a creare un’atmosfera pacata e malinconica.

“Der Blaue Reite” il cavaliere blu o più specificatamente azzurro di Kandinsky è un’altra opera famosa che rivela tutto l’amore di Kandinsky per il colore blu. Poi Franz Marc con i suoi meravigliosi cavalli blu. Renoir ad esempio dichiarò che l’impressionismo nacque dall’utilizzo del colore blu anche perchè una mattina mancò il colore nero che fu prontamente sostituito dal colore blu appunto. Le ombre nelle opere impressioniste non erano realizzate con il colore nero, ma con il colore blu e con il colore verde.

Alquanto famosa è anche la casa Azul di Frida Kahlo, l’artista che ha trasformato il proprio dolore nella più pura e vera forma d’arte. Altri artisti famosi nel mondo dell’arte non hanno saputo resistere al fascino del blu e a tutte le infinità di espressioni che questo magico colore permette di realizzare. Ad esempio calzano a pennello per così dire”I Cut Outs” di Henri Matisse, 130 “ritagli” che l’artista francese ricombinò attraverso la tecnica del collage e del decoupage. Figure geometriche, cubi, oggetti cuoriformi, silhouettes semplificate realizzate in blu. Matisse le realizzò quando fu costretto da un brutto male a rimanere su una sedia a rotelle e questo a conferma di quanto il colore blu possa essere anche terapeutico, sia per chi lo crea e sia per chi si sofferma ad ammirarlo dentro ad un’opera d’arte.

Più recentemente e sotto il profilo psicanalitico il colore blu rappresenta l’infinito spazio dell’inconscio umano, quello spazio dunque dove la creatività crea ed elabora continuamente fra il mondo interiore ed il mondo esteriore dell’artista stesso in un incessante dinamismo che equivale al battito vitale. Sono tante le sfumature del blu, così come sono tante le possibilità espressive che questo colore può fornire: il blu egiziano, l’azzurrite, il blu oltremare, il blu cobalto, il ceruleo, il blu navy, il blu di Prussia ed altri diversi blu ancora.

l colore blu, con tutte le sue variazioni e tonalità, continua ad essere una delle tonalità più favorite. Dal suo uso nelle antiche civiltà alle scoperte dei nostri giorni, l’evoluzione del pigmento ha attirato artisti del calibro di Yves Klein, che ha brevettato il proprio pigmento blu, mentre gli artisti contemporanei continuano a reimmaginare gli usi del colore, continuiamo ad aggiungere una ricca storia di blues vivaci a quelli che già esistono. Roberto Re artista contemporaneo nato nel 1967 a Casaltone, in provincia di Parma non poteva di certo esimersi dal subire in pieno il grande fascino di questa tonalità di colore.

Roberto Re attraverso un proprio filtro emotivo, ricco di una grande carica magnetica, riesce attraverso le sue creazioni artistiche a trasformare la realtà, amplificandola nella sua essenzialità. Esprime queste continue ricerche interiori tramite l’utilizzo del colore blu, nell’intento di riuscire ad interpretare lo spazio infinito ed illimitato della materia e quasi anche del cosmo, con il quale entra poi in una sorta di armonico conflitto che lo fa cedere davanti alla necessità razionale di limitare gli spazi, quegli stessi spazi che vorrebbe fossero illimitati, così che alla fine l’artista associa il blu alle linee restrittive delle forme cubiste.

Quasi che fossero come briglia da mettere al proprio folle cavallo in corsa. Così Roberto Re esprime la sua vastissima vena creativa attraverso l’utilizzo dell’illimitato colore blu contrastato dalla ricerca di delimitare spazi e forme personali che rimandano alle forme quasi geometriche o matematiche del cubismo. Naturalmente le delimitazioni delle forme create da Re, sono a loro volta armoniche forme che cercano di fare incastrare e combaciare spazi emotivi ed espressivi dislocati su diversi livelli ed infatti il risultato finale si traduce sempre in creazioni di grandi coerenze artistiche.

Nel sito dell’artista http://www.reroberto.eu/artista nella pagina dal titolo “Dallo studio del blu, mettere un sogno sulla tela, superare i confini e lo spazio…” si possono ammirare tutte le opere create da Re seguendo un percorso evolutivo che parte dal basso verso l’alto.

Tra le sue prime opere in blu troviamo “Contrasti” 60×100 olio e materico su tela. In questo primo lavoro Roberto Re si addentra quasi con prudenza e cautela nel profondo di sé. Le sfumature del blu sono ordinate nelle loro cromaticità, così pure gli spazi geometrici sono ordinati e contenuti in una sorta di “ vorrei e non vorrei oppure posso e non posso”. La conflittualità in questa opera è morbida e quasi impercettibile, dominata dal rigore della tranquillità. Nella opera successiva dal titolo “Sogno irrequieto” 50×60 olio e materico su tela l’artista inizia ad osare, inizia a trovare dentro sé il coraggio e la forza di andare oltre e per questo le tonalità del blu sono le più opportune.

L’ordine geometrico viene sostituito da spazi informi, spazi che intendono svincolarsi da spazi predefiniti e definibili. Un dinamismo febbrile alla ricerca di novità inesplorate e inespresse. Si legge il tentativo di ricercare spazi di certezze in modo informale e così nelle nuove posizioni si possono intravedere forme che sembrano conosciute, seppure in modo illusori, come: la tastiera di un pianoforte, l’arco di un accesso e simboli portatori di future fortune come i ferri di cavallo. Tutto posizionato qua e là, come sospeso fra il possibile e l’impossibile, fra il reale e l’astratto. Anche il colore diventa insofferente in questa cornice, cosi che si ritrova a chiedere aiuto al colore marrone dorato, colore simbolo di concretezza e fisicità. 

Nell’opera successiva dal titolo “Canyon” 700×100 olio materico su tela, l’artista Roberto Re abbandona i timori e i possibili conflitti interiori per addentrarsi con maggiore convinzione e serenità di osare all’interno delle proprie profondità interiori ed emozionali, esattamente in modo corrispondente al titolo scelto per questa opera. Le tonalità del blu sono calde e confortevoli, si sorreggono fra loro stesse, quasi che fossero teneri abbracci o dolci effusioni. C’è armonia e non si percepisce dimore nell’addentrasi nelle zone più scure. La necessità dell’ordine geometrico viene dimenticata in favore di nuove e morbide ondulazioni. Si percepisce infine una sensazione di piacevolezza e dolcezza che culla e accarezza lo sguardo che si pone qui davanti.

A seguire nell’opera successiva “Soffio di vento” 70×100 olio e materico, l’artista parmense si addentra nuovamente nel profondo dell’intimità umana accompagnato dal calore di un dolce soffio di vento ed è proprio questo lo stato d’animo che ci viene rivelato durante l’osservazione della tela. Qui lo spazio si mostra su un piano paesaggistico, esplorativo e non più rigoroso e matematico. Ci sono due mondi, due dimensioni che si incontrano dolcemente, come fossero riva di spiaggia e riva di mare oppure come fossero due livelli diversi di profondità all’interno dell’inconscio umano, dove concentriche forme bianco chiaro potrebbero essere interpretate come idee o anche ispirazioni dell’artista stesso, da lui utilizzante per addentrarsi nella profondità di se stesso, dolcemente e pacatamente.

In tutti questi dipinti materici Roberto Re attribuisce al blu, nelle sue diverse sfumature impresse sulla tela, un ruolo importante dove lo spessore fisico del colore diviene narrazione forte e convincente di emozioni e visioni sia personali che collettive, dove tutti possono ritrovarvisi e fermarvisi a riflettere. Nella successiva opera dal titolo “Essenziale” 50×70 olio e materico, l’artista trova un momento di pausa in se stesso, vissuto come assenza di conflitto e contrasto ed infatti la medesima tonalità di blu domina incontrastata la scena., come un mare e come un cielo, infiniti nelle loro vastità, solcati qua e là da bianche riflessioni ondulatorie, capaci di donare gioia e freschezza in mezzo alla bellezza di tanto blu. Le narrazioni pittoriche proposte da Re risultano essere sempre cariche di fascino cromatico e di intense suggestioni visive.

Nella tela successiva dal titolo “Nuovi Orizzonti” 50×70 olio e materico, il titolo è quanto mai evocativo riguardo alla volontà di ricerca da parte dell’artista di addentrarsi in uno spazi e nuove dimensioni grazie all’ausilio espressivo e concettuale del colore blu. Nuovi spazi e nuovi orizzonti laddove la tonalità più scura del blu potrebbe coincidere con la concretezza e la razionalità mente la parte centrale di un blu più chiaro e quasi azzurro potrebbe coincidere con l’addentrarsi in profondità, nelle profondità dell’inconscio. Dove risulta essere questa parte più chiara e centrale come una nuova zona morbida dell’inconscio, fino ad assumere quasi sembianze e forme dalle connotazioni femminili. Femmina è la madre, femmina è la natura, femmina potrebbe essere anche la parte più profonda dell’inconscio dell’animo umano.

A seguire nella opera successiva dal titolo”Pezzi di vita stracciata” 60×60 materico, juta e oro zecchino, ritorna la conflittualità fra il finito e l’infinito, tra la terra e il cielo, tra il possibile e l’impossibile. L’artista affida all’utilizzo della juta nel processo materico della realizzazione dell’opera la narrazione di concretezza e di realtà che proprio in quanto tale è soggetta alla caducità, all’interrompersi, al finire. Lo sfondo blu conforta sullo sfondo quei pezzi di vita che parrebbero essere centrali ma poi non lo sono perché si spezzano e si frammentano, pur continuando ad avere valore così come l’utilizzo dell’oro zecchino al centro della tela sta a testimoniare.

La vita reale, vera e vissuta è preziosa sempre anche quando si spezza, si frammenta oppure cade. Il suo valore centrale però resta. Roberto Re quindi ci regala un mondo intero da osservare, da interpretare e da ammirare attraverso le sue interessanti ed avvincenti creazioni artistiche. Nella opera che segue dal titolo “Megabyte 1” 30×90 olio matrico, juta e oro zecchino l’artista si addentra nel mondo moderno della tecnologia e dell’informatica, così come il titolo dell’opera ci vuole rilevare. Qui c’è la volontà amplificata, in versione mega, di dare un’unità di misura alla visione illimitata di infinito. C’è il tentativo di contenere e di quantificare la vastità delle emozioni e delle interpretazioni. Così il byte è divenuto l’elemento base della indirizzabilità nelle architetture dei computer e l’unità di misura delle capacità di memoria similmente anche le linee realizzate da Re tramite la juta e l’oro zecchino intendono tracciare una direzionalità all’interno della vastità cerebrale e interpretativa. E’ un tentativo da parte dell’artista di trovare certezze lungo i propri percorsi narrativi.

Poi nell’opera successiva dal titolo”Spazio” 50×50 olio materico, juta e oro zecchino sullo sfondo di un luccicante e magnetico blu si possono scorgere spazi di realtà narrati con l’utilizzo della juta e dell’oro zecchino. L’artista riesce qui a creare un bel contrasto di luci e di riflessi fra i diversi materiali e fra le diverse divisioni di spazi. E’ un addentrarsi gioioso e lucente dentro realtà dagli ampi respiri e dalle fori suggestioni. C’è equilibrio fra la realtà materica del blu e gli spazi realizzati con la juta e l’oro zecchino che si ritrovano questi ultimi a dare un momento di concentrazione e riflessione , quasi una pausa in mezzo alle infinite possibilità di illimitate realtà.

Re crea sulla tela delle forme geometriche semplici e variamente composte, in intersezione, orientate in vario modo e solo in un secondo momento queste si prestano ad essere interpretate in una dimensione reale. Nell’opera che segue dal titolo “Uno solo è argento” 50×50 olio materico, juta e oro zecchino l’artista si addentra all’interno di ulteriori esplorazioni di spazi, di concetti e di colori. Lo splendore del blu viene frammentato da spazi apparentemente privi di linearità sparsi in un lato della tela. L’artista si impegna nella ricerca geometrica di cogliere concetti coerenti in grado di fornire una lettura più ampia ed armoniosa dei diversi possibili luoghi della mente e dell’immaginazione.

Sono sempre viaggi entusiasmanti e coinvolgenti quelli che l’artista Roberto Re propone di intraprendere attraverso le sue creazioni artistiche. Una ulteriore chiave di lettura nella comprensione dei viaggi esplorativi attraverso le opere di Re è data dalla visione e dall’utilizzo della ispirazione che fa riferimento alla corrente del cubismo. Seguendo questa linea Re r realizza sulla tela diversi punti di vista che prevalgono su un unico punto di vista posto in prospettiva. Le forme vengono scomposte nelle loro parti essenziali e ricomposte sulla tela. Questa manipolazione figurativa e concettuale degli spazi ha il grande pregio di creare effetti sorprendenti che permettono una lettura nuova e libera dei diversi piani. Sotto questa ottica è di recente realizzazione l’opera “Omaggio al cubismo… Aspettando le 17” 50×60 olio su legno , lavoro artistico di grande bellezza e suggestione.

Le diverse tonalità del blu e dell’azzurro si rincorrono e si susseguono in un gioco armonico di spazi scomposti e poi ricomposti seguendo logiche astratte ma al contempo ordinate nella loro irrazionalità. L’immagine totale risulta essere di grande efficacia e seduzione. Al centro dell’opera su legno compare un orologio capace di creare abbellimento, anche per via delle tonalità più chiare e lucenti, ma al tempo stesso capace di creare anche avvertimento e quasi sconcerto in riferimento al l tempo che scorre, spesso senza linearità e consequenzialità, così come spesso accade anche nella vita reale.

L’espressione pittorica in riferimento al cubismo consente all’artista di ampliare la propria interpretazione lungo i suoi viaggi creativi, in modo tale da potersi addentrare su diversi piani e livelli nei suoi percorsi di ricerca di nuove espressioni e visioni. Diventa come un gioco magico dove l’arte dona all’artista il potere di modificare a piacimento quello che nella realtà sarebbe immodificabile. L’orologio dell’opera “Aspettando le 17” rimanda alla mente il mondo fascinoso e scompigliato di Alice nel paese delle meraviglie, donando similmente in chi si sofferma ad ammirarlo un senso profondo di gioia e di diverse possibilità.

La realtà viene dunque sintetizzata e creata in modo nuovo nell’immagine. L’oggetto creato sulla tela, come l’orologio in questo contesto, non è più copia del reale, ma esiste nel momento in cui viene concretizzato nell’immagine pittorica, di questo rimane solo il concetto formale. Grandi suggestioni e grandi emozioni regalano le opere realizzate da Roberto Re.

In particolare in questa opera realizzata su legno, Re intende costruire una riorganizzazione dello spazio pittorico, potenziando la sintesi plastica delle forme, così da sviluppare una nuova lettura della realtà in chiave volumetrica e moltiplicando i punti di vista a seconda della posizione dalla quale l’opera viene osservata. Roberto Re seguendo il pensiero filosofico della corrente cubista si ritrova a spezzare la superficie pittorica in tanti tasselli, in piccole superfici che registrano ognuna un punto di vista diverso, così che nell’atto finale della realizzazione dell’opera lo spettatore guardando il quadro possa compiere una sorta di itinerario virtuale a trecentosessanta gradi nello spazio e nel tempo e persino oltre lo spazio e il tempo.

L’artista parmense ha esposto le sue opere nelle più prestigiose Gallerie d’arte sia nazionali che internazionali riscuotendo sempre crescenti e lodevoli , sia di critica che di pubblico appassionato d’arte. Attualmente espone nella Galleria d’arte Wikiarte situata nel cuore storico di Bologna, in via San Felice n 18. Roberto Re realizza anche opere su commissione nel suo Studio privato dove riceve molti appassionati di arte che desiderano conoscere le sue creazioni pittoriche per poi commissionare lavori artistici.

Il suo Studio situato nella mansarda di 75 mq collocata sopra la sua abitazione in via Mario Clivio 13 a Sorbolo in provincia di Parma è sua volta una Galleria d’arte, molto confortevole e accogliente dove regnano le tele realizzate da Roberto Re, collocate con molta cura e criterio insieme alla luminosa presenza di piante verdi, fra le quali l’albero della fortuna. Tra pennelli, tele e colori c’ è un ordine sorprendente, un ordine quasi geometrico o anche cubista nel sistemare casse, cassette, contenitori piccoli e grandi in modo scelto, accurato e quasi matematico.

Qui nel suo atelier privato l’artista crea, elabora, riflette per dare vita alle sue avvincenti opere d’arte. Roberto Re trova piena coincidenza di pensiero con le riflessioni di Kandinsky sul colore blu e sulla possibilità data all’artista di muoversi verso l’infinito attraverso la realizzazione della propria arte. L’inclinazione del blu all’approfondimento è così grande che proprio nelle tonalità più profonde diventa più intensa e acquista un effetto interiore più caratteristico.
Quanto più il blu è profondo, tanto più fortemente richiama l’uomo verso l’infinito, suscita in lui la nostalgia della purezza e infine del sovrasensibile.”
Wassily Kandinsky.

http://www.reroberto.eu/blu?fbclid=IwAR0duoRQbsN2Ga06rs8M8Pw6RXieNFbE4vOMsmgLqvJxR–EKhmF1rrpDBs

Lo studio di Roberto Re è situato in via Mario Clivio 13
43058 Sorbolo (Parma)

Rosetta Savelli

 

 

 

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Rosetta Savelli coltiva da sempre l'amore per la musica, la letteratura e l'arte. Ha pubblicato 4 libri: un racconto, una raccolta di poesie e due romanzi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo romanzo "La Primavera di Giulia" è stato pubblicato dal Ponte Vecchio in Cesena nel 2006. Il racconto "Iris e Dintorni" e la raccolta di poesie "Le Magie che mi soffiano lontano" sono stati pubblicati nel 2002 dalla Firenze Libri e sono stati presentati alla 55° Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Nel 2009 ha partecipato al Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani ed è stata inserita nel volume antologico "Racconti per la Pace" con il racconto "Il Mondo nella piazza davanti a casa mia". Nel 2014 ha partecipato al Concorso Big Jump con il suo ultimo romanzo pubblicato in Amazon “Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve)” risultando 15° fra 220 concorrenti. Nel mese di ottobre 2015 Rosetta Savelli ha vinto il III° Premio alla V° Edizione del Premio Kafka Italia 2015 in Gorizia, presso Kulturni C Lojze Bratuž, con il Racconto “Iris e Dintorni” edito nel 2003 dalla Firenze Libri. Nel mese di aprile 2017 Rosetta Savelli insieme all'artista Daniele Miglietta ha vinto il Premio della Critica in occasione della I°Edizione del Concorso online “Poesia a Colori”. Rosetta Savelli ha partecipato con la poesia “Se sei donna ti diranno che ti manca” abbinata all'opera pittorica di Daniele Miglietta “Sleeping on flowers”. Collabora con la rivista di arte contemporanea "Juliet art magazine" con sede a Muggia (Trieste) e diretta da Roberto Vidali. Collaborazione nata nell'anno 2014 e tutt'ora in atto.

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