Un gioiello Mediterraneo

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Gozo è la seconda isola per superficie dell’arcipelago delle Isole Calipsee, si estende per circa 14 km di lunghezza e 7 km nel punto di massima larghezza. Scarsamente popolata offre un panorama storico culturale di rilievo ed un interessante offerta enogastronomica soprattutto per quanto riguarda vino, olio d’oliva e formaggi di capra e pecora.

Ricca di notevoli paesaggi naturali, è conosciuta a livello internazionale per i fondali marini, meta di escursioni subacquee. Purtroppo tra pochi anni verrà realizzato il tunnel sottomarino che la collegherà a Malta e che modificherà la presenza sull’isola delle auto, oggi quasi impercettibile.

Questa nuova porta d’accesso poi incrementerà la speculazione edilizia delle sue coste spalancandola al turismo ancor più di massa che ne deturperà l’odierna atmosfera idillica. Anziché progettare sistemi moderni per la raccolta dell’acqua piovana, vero problema di questa isola che la ricava desalinizzando quella del mare, anziché puntare su uno sviluppo sostenibile ottenendo energia pulita sfruttando il costante vento ed il perenne sole, invece di finanziare la piantumazione di ulivi e viti che in questo territorio hanno sempre offerto risultati incredibili, anziché sostenere progetti per lo sviluppo agricolo e della caprini coltura oggi in via d’estinzione, invece di ripensare la rete stradale privilegiando le due ruote, la politica amministrativa maltese guarda ad un modello di sviluppo dai giorni contati e lo fa nonostante abbia sotto gli occhi l’esempio di La Valletta. Eppure la strada più ragionevole per questo piccolo gioiello del Mediterraneo è tracciata dalla logica: le sue risorse non sono infinite e l’unico sviluppo possibile è la conservazione.