bolletta-Alea

«La tariffa puntuale, che Alea Ambiente ha cominciato ad introdurre quest’anno, ma che entro un anno tutti i gestori dovranno per legge applicare, sana un regime di tariffazione ingiusto, in precedenza basato sui metri quadri di case o aziende e non invece sui rifiuti effettivamente prodotti e consegnati al sistema pubblico di raccolta, come accade ora. Si scopre così che, prima di Alea, utenti che producevano molti rifiuti in pochi metri quadri pagavano poco e magari non dividevano niente, riversando i costi su tutti gli altri utenti, che dovevano pagare anche per loro.

Con la tariffa puntuale, ormai obbligatoria, si applica perciò il principio responsabilizzante “chi inquina paga”. È ovvio che, dovendo comunque coprire il costo del servizio, ci saranno alcuni che prima pagavano meno del dovuto, e quindi ora pagheranno di più e viceversa, peraltro in una situazione, come quella di Forlì e Comprensorio, dove la società è riuscita a ridurre il costo complessivo del servizio di ben il 9% in soli 2 anni. Tuttavia Alea non ha solo rispettato la nuova normativa, ha anche attivato un sistema (porta a porta con tariffa puntuale) che da una parte permette di individuare in modo preciso i comportamenti e i conferimenti dei singoli utenti, dall’altra sta ottenendo ottimi risultati sia per la fortissima riduzione dei rifiuti da incenerire (4 volte in meno di prima), sia per l’ottima qualità delle frazioni differenziate. Infatti esse contengono impurità tre volte in meno rispetto ai Comuni dove è rimasta la raccolta stradale e/o sono stati introdotti i cosiddetti cassonetti con calotta.

Il loro risultato qualitativo e quantitativo è molto inferiore a quello del porta a porta ed il loro costo di installazione e manutenzione è parecchio elevato. L’obiettivo primario, ricordiamolo, è quello di riciclare il più possibile il rifiuto raccolto, in alternativa all’incenerimento, e per il riciclo occorre una raccolta di qualità che le calotte non consentono. Sicuramente, come è accaduto ovunque il sistema porta a porta a porta sia stato introdotto (ormai riguarda milioni di abitanti anche in Italia), non tutto può essere previsto in partenza. Occorre tempo per apportare vari aggiustamenti, peraltro già in parte avviati, tanto che per le famiglie il gradimento appare sempre più evidente. Un po’ di tempo in più serve anche per le aziende, che non sempre sembrano essersi adattate al cambiamento.

Esse infatti oggi producono il doppio dei rifiuti a smaltimento rispetto alle famiglie, pur pagando complessivamente meno della metà del costo totale del servizio di raccolta. Alea poi sta mettendo a disposizione la propria consulenza gratuita per quelle aziende che intendano ridurre i loro rifiuti indifferenziati e migliorare la qualità delle frazioni differenziate. Comunque, attraverso il confronto, qualsiasi difficoltà è superabile, se ciascuno si assume le proprie responsabilità. I Comuni soci di Alea, assieme ai funzionari di questa, stanno già lavorando in tal senso. Ci si deve augurare che all’evoluzione voluta dai Comuni soci con il sistema Alea tutti si attengano. Il porta a porta, in alternativa ai peggiorativi cassonetti o calotte, utili solo all’esercizio dell’usa e getta, va rafforzato e consolidato in ragione dell’obiettivo irrinunciabile del riciclo. Questo è quanto richiesto dai cittadini in anni di lotte contro l’incenerimento».

Alberto Conti coordinatore TAAF (Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì)