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Quando abbiamo letto che a Comune e Università sarebbe stato assegnato un premio per il giardino del Campus abbiamo cominciato a ridere a crepapelle. Come si ricorderà fin dal 2017 abbiamo sollevato numerosissimi problemi relativi all’intervento in questione, mettendo in evidenza la manomissione di un parco storico, gli alberi abbattuti, a cominciare dal filare di pini verso via Corridoni, chiedendoci e chiedendo come fosse stata possibile l’autorizzazione della Soprintendenza per un simile intervento” attacca Sauro Turroni della Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena. 

Abbiamo messo in evidenza – continua – la gratuità dei percorsi, il soffocamento degli apparati radicali dei vecchi alberi perchè si è voluto risparmiare stendendo il terreno in eccesso sul piano precedente, dalle improbabili montagnole, realizzate per il medesimo motivo, e in particolare denunciando il parcheggio abusivo di cui si sono appropriati i professori dell’università con la connivenza del Comune, segnalando anche agli organi di vigilanza competenti la costruzione il cancello scorrevole non autorizzato. Abbiamo messo in evidenza il fatto che gran parte del parco su via Corridoni versa in stato di abbandono, con rovi che ne impediscono l’accessibilità e avvolgono, con rampicanti vari, le vecchie piante“.

Infine abbiamo contestato il progettando nuovo grande parcheggi proprio dentro al Parco sia perchè in un parco storico in centro storico non si costruiscono parcheggi, sia perchè è del tutto inutile vista la enorme quantità di posti auto esistenti nel contorno. Infine abbiamo chiesto pubblicamente, poichè ci era sembrato strano che il Comune accettasse supinamente la privatizzazione di una propria area pubblica, se vi fosse connessione fra quanto denunciato e il comando dell’assessore pro tempore, in aspettativa per la carica, dal Comune di Cervia ad un ufficio dell’Università. Sempre più spesso, come anche nel caso dell’altro premio conferito al cosiddetto Giardino dei musei, questi riconoscimenti sono frutto dell’opera di compagnie di giro che a prescindere dalla qualità dell’intervento, se li distribuiscono fra loro. Chiedendoci quindi se il “premio” di Acer sia frutto di una svista, di una mancata verifica della realtà delle cose o se sia stato confezionato all’interno di quei giri professionali che si premiano reciprocamente, abbiamo inviato foto, comunicati stampa e documentazione varia alla direzione della rivista facendo presente che fatti del genere ne possono minare la credibilità” conclude Sauro Turroni.