Per il vecchio giornale e contro il control-c

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Sarà vero che il numero delle copie vendute è in calo, però al bar, dal barbiere o dal parrucchiere, e in altri luoghi aperti al pubblico, il giornale lo leggiamo. Sempre. Non lo vogliamo più pagare, però, nonostante costi poco: appena 1,5 €. Ciò dipende dal fatto che, sul web, le notizie “sembrano” gratis. “Sembrano”, perché, come dice Milena Gabanelli, se l’informazione non la paghi vuol dire che il prodotto sei tu.

La proprietà del “Carlino” ha deciso un durissimo programma di riduzione del personale o, in alternativa, un ampliamento del contratto di solidarietà con riduzione drastica dei giornalisti in redazione. Sarebbe il trionfo del Control-C, del “copia” da internet senza verifica, senza mediazione, senza analisi critica. Credo sarebbe un errore, che indebolirebbe la funzione della libera stampa.

Ma come fare per uscire da questo vicolo cieco e per dimostrare effettiva solidarietà alle redazioni, al di là delle giaculatorie di rito (tipiche dei politici)? Semplice: comprando giornali, consumando carta stampata, rivendicando il piacere di finanziare l’informazione. Che costa (poco), ma che ci è necessaria come l’aria che respiriamo.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.