vasche alea

«Talvolta si leggono voci allarmistiche sui rifiuti abbandonati a Forlì, indebitamente collegati alla raccolta porta a porta con tariffa puntuale dei rifiuti. Intendiamo allora evidenziare qualche confronto con situazioni analoghe. Quando si compie una trasformazione, ed in particolare si introduce la tariffa puntuale, si assiste sempre ad un temporaneo aumento degli abbandoni. A Ferrara, ad esempio, ed in altri Comuni analoghi come sistema di raccolta, diverso da quello Alea, i rifiuti abbandonati sono passati dai 2,2 kg all’anno procapite per abitante con i cassonetti stradali a 13,5 kg/ anno procapite nel 2018 dopo l’introduzione della raccolta stradale con tariffa puntuale attraverso i cosiddetti “cassonetti intelligenti” (vale a dire cassonetti con calotta e l’identificazione del depositante) e lì stabilizzarsi. A Forlì all’inizio della trasformazione si era saliti a 9 kg/anno procapite di abbandoni per poi scendere negli ultimi mesi a 3 Kg /anno procapite, poco sopra la situazione precedente. Quindi molto meglio Forlì di Ferrara e degli altri Comuni con sistema diverso da quello di Alea.

Inoltre, ad esempio a Ferrara, il cosiddetto “cassonetto intelligente” peggiora la qualità delle frazioni differenziate. Con quel cassonetto, per dichiarazione del gestore, le impurità nell’umido che generano scarti da smaltire, sono pari all’8,1% contro il 2,4% dell’umido di ALEA: per il vetro la differenza fra le impurità è tra il 9,1% e il 2,2%, per la carta fra il 3,4 e l’1,1%. Sostanzialmente gli scarti delle raccolte differenziate a Ferrara sono tre volte superiori a quelle che si riscontrano a Forlì con Alea. Contando rifiuto secco residuo, raccolte differenziate a incenerimento e scarti delle raccolte differenziate, Ferrara manda a smaltimento quasi il doppio di rifiuti rispetto a Forlì.

Per questo il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF) insiste con la Regione e con tutte le Amministrazioni comunali di Area Vasta Romagnola, affinchè il metodo ALEA venga esteso dovunque, abbandonando altri sistemi di raccolta, quali i “cassonetti (cosiddetti) intelligenti”, i quali sono ben lungi dal dare gli stessi risultati di sostenibilità ambientale, e che viceversa continuano a generare sprechi e materiali destinati a smaltimento e non al riciclo».

Alberto Conti coordinatore TAAF